La manifestazione
A Vinci ora c’è Largo La Torre e Dalla Chiesa
VINCI. Un largo intitolato a Pio La Torre e Carlo Alberto Dalla Chiesa, in corrispondenza dell'area verde posta all'incrocio tra via Leonardo da Vinci, via Nenni e via don Minzoni a Sovigliana. Lo ha...
VINCI. Un largo intitolato a Pio La Torre e Carlo Alberto Dalla Chiesa, in corrispondenza dell'area verde posta all'incrocio tra via Leonardo da Vinci, via Nenni e via don Minzoni a Sovigliana. Lo ha deciso la giunta comunale.
La Torre e Dalla Chiesa: due vittime di mafia, due grandi protagonisti, con ruoli diversi, della lotta alla criminalità organizzata. Entrambi assassinati a Palermo nel 1982. Il 30 aprile, saranno esattamente trent'anni fa lunedì prossimo, La Torre. Il 3 settembre Carlo Alberto Dalla Chiesa.
«Il 2012 – afferma il sindaco di Vinci Dario Parrini – è l'anno sia del ventesimo anniversario dell'assassinio di Falcone e Borsellino sia del trentesimo anniversario dell'uccisione di La Torre e Dalla Chiesa. A Falcone e Borsellino abbiamo dedicato il Palasport inaugurato lo scorso mese di ottobre. L'intitolazione a La Torre e a Dalla Chiesa, due grandi figure della storia italiana recente, esemplari per passione civile e dedizione allo Stato, è un modo per continuare a testimoniare il nostro impegno per il rafforzamento della cultura della legalità e di contrasto a tutte le mafie».
Dalla Chiesa, nato nel 1920, entrò nell'Arma dei Carabinieri nel 1942 e dopo l'armistizio combatté nelle file della Resistenza, operando nelle Marche. La sua prima missione in Sicilia risale alla fine degli anni '40. A Corleone si occupò tra l'altro delle indagini sull'omicidio del sindacalista Placido Rizzotto. Fu in quell'occasione che fece la conoscenza di Pio La Torre, che di Rizzotto fu l'erede politico ed ideale.
Pio La Torre, nato a Palermo nel 1927, fu fin da giovane impegnato in difesa dei braccianti, nella Cgil e nel Pci, di cui diventa segretario regionale nel 1962 succedendo a Macaluso. Deputato dal 1972, propose di introdurre il reato di associazione mafiosa ed una norma che prevedesse la confisca dei beni dei mafiosi, obiettivo divenuto realtà con la legge 109 del 1996. Nel 1981 fu alla testa del movimento di massa contro la costruzione di una base missilistica Nato a Comiso.
La mattina del 30 aprile, mentre stava recandosi nella sede del partito, fu ucciso insieme a Rosario Di Salvo. Alberto Buoti, autore di un bellissimo documentario televisivo sulla sua vicenda, definì La Torre "l'uomo che incastrò la mafia".
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