Sicurezza
L’addizionale Irpef non sarà uguale per tutti
I poveri non la pagheranno, per gli altri la percentuale cambierà con il reddito Per l’Imu invece non è ancora stato deciso come modulare le aliquote
EMPOLI. Una sola certezza: per fare quadrare i conti il Comune deve raccogliere 2,9 milioni di euro. Il resto - cioé come incassarli - è ancora da decidere. Le leve fondamentali sono due: l’Imu e l’addizionale Irpef. Sull’una e sull’altra l’amministrazione guidata da Luciana Cappelli non è ancora in grado di assumere una posizione definitiva.
I conti del governo. A complicare le cose - già ingarbugliate dall’iter non proprio lineare che fin qui ha accompagnato l’introduzione della nuova imposta municipale - c’è la novità arrivata venerdì scorso direttamente dal ministero delle finanze. Secondo i calcoli fatti a Roma, il Comune di Empoli, grazie all’Imu relativo all’abitazione principale calibrato sull’aliquota base del 4 per mille, dovrebbe incassare una cifra che è notevolmente diversa da quella che era stata prevista dai tecnici dell’amministrazione locale. Cosa significa? Che le proiezioni sugli introiti fatte finora andranno quanto meno riviste nel dettaglio, per capire chi sta sbagliando - se Roma o Empoli - e di conseguenza per poter calibrare una manovra adeguata al fabbisogno delle casse comunali.
Tutto rinviato. Fatto sta che la giunta comunale, che ormai si stava apprestando a delineare le aliquote relative alla nuova imposta sulla casa, dovrà rinviare le sue scelte. Prima cioè di definire quanto far pagare sulla prima abitazione e sugli altri immobili dovrà rifare i conti. La tabella di marcia che in qualche modo sembrava già pronta ritarderà di almeno una settimana. E siccome i tempi sono stretti - il Comune prima di decidere i dettagli della manovra che graverà sugli immobili commerciali e sulle imprese vuole anche confrontarsi con le associazioni di categoria e i sindacati - è assai probabile che, come ammette l’assessore al bilancio Annalisa Fiore, per chiudere la pratica bisognerà aspettare almeno la metà di giugno.
L’addizionale Irpef. Una scelta comunque l’amministrazione comunale è già in grado di darla come acquisita. Nonostante l’iniziale contrarietà del sindaco, la giunta sembra aver trovato l’accordo sull’idea di articolare su diverse aliquote il peso dell’addizionale Irpef. «Non abbiamo ancora definito i dettagli di questa manovra - precisa l’assessore Fiore - ma di sicuro introdurremo un’aliquota progressiva in base al reddito. Ci sarà una fascia di esenzione (almeno per chi dichiara un reddito inferiore a diecimila euro) e poi chi guadagna di più pagherà di più, chi guadagna di meno pagherà di meno. La progressione delle aliquote - quella base sarà allo 0,4 per cento - andrà di pari passo con gli scaglioni di reddito in base ai quali scattano le aliquote dell’Irpef nazionale».
Agevolazioni per l’Imu due. Anche su un’altra questione, l’amministrazione Cappelli ha già chiarito la sua posizione: l’Imu due, quella cioé che viene fatta pagare su tutti gli immobili che non siano l’abitazione principale, verrà calmierata da agevolazioni in favore di chi affitterà la casa con contratti a canone concordato e in favore di chi utilizza fondi per attività produttive o commerciali. «Anche alla luce della novità arrivata venerdì da Roma - spiega l’assessore Fiore - non sappiamo ancora quanto dovremo calcare sull’Imu due per trovare le risorse necessarie a raggiungere il pareggio di bilancio. Di certo però dovremo tenere presente che in un momento economico come l’attuale non possiamo colpire ulteriormente chi lavora».
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