Il Tirreno

Empoli

VITOLINI

Un Primo Maggio molto particolare

Nel Medioevo era festeggiato con ramoscelli d’olivo e di quercia

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VITOLINI. Il 1° maggio, a Vitolini, si festeggia fin dal Medioevo. E, inutile dirlo, a quel tempo non c’era di certo la recentissima, in termini storici, festa dei lavoratori. Negli statuti del 1387 di Vitolini, comune medievale di una certa importanza del contado pistoiese, troviamo infatti una disposizione molto particolare dal titolo “Ex custos dapnorum datium gerat die Kalendis maii unam olivam super campanile Comunis”. Nella disposizione si stabilisce che ogni anno nel primo giorno del mese di maggio “bona campestrue”, il notaio dei danni dati del Comune, indipendentemente dall’epoca della sua elezione, sia tenuto e debba portare e porre un ramoscello di olivo sul campanile del castello di Vitolini e quivi fermarlo stabilmente. Inoltre esso dovrà porre un ramoscello di quercia o di altro albero nel palazzo del Comune fermo restando che, se sarà inadempiente, pagherà la pena di venti fiorini che verranno tolti dal suo salario.

Torna alla mente, dall’esame di tale singolare disposizione contenente una sorta di rito propiziatorio di carattere pagano legato al culto dei campi, la leggenda popolare vitolinese che narra dell’ulivo di Borberi, pianta millenaria dalla quale una colomba ambasciatrice di pace avrebbe tratto un ramoscello, dopo il diluvio universale, in segno di rinascita. Questa disposizione veramente particolare costituisce un segno identificativo forte dello statuto vitolinese, se è vero che non lo ritroviamo in nessuno degli statuti coevi dei comuni contermini. Rimane infine un fittissimo mistero sull’origine della disposizione. (p.s.)

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