Sicurezza
No dei sindaci all’Imu-bis ma solo per quest’anno
Linea comune per le amministrazioni del circondario: «L’idea della tassa di scopo è buona ma in questo momento non possiamo chiedere di più ai contribuenti»
EMPOLI. L’idea piace. La tempistica assolutamente no. I sindaci del Circondario bocciano l’Imu-bis. Almeno per ora. Poi si vedrà. Le sfumature sono diverse tra gli undici primi cittadini, ma la linea è la stessa: nessuno vuole correre il rischio di essere rincorso con il forcone dai contribuenti esasperati. Tutto questo vale per il 2012. Poi chissà.
La novità. L’Imu-bis sugli immobili (compresa la prima casa) sta per nascere sulle ceneri della vecchia Tassa di scopo, mai decollata. Il governo l’ha inserita nel decreto sulle semplificazioni, con novità rilevanti rispetto alla sua antenata legata all’Ici. In poche parole, si darebbe la possibilità ai sindaci di istituire una nuova tassa (aliquota massima del 5 per mille) per finanziare una particolare opera: una scuola, una strada, un parcheggio. E se entro due anni non scattassero i lavori i Comuni dovrebbero restituire i soldi ai cittadini.
Pressione alta. Il delegato del Circondario alle finanze, Federico Campatelli, è alle prese da mesi con calcoli e proiezioni relativi all’Imu. Ieri mattina si è ritrovato sul tavolo la novità: l’ipotesi Imu-bis. Immediato il giro di telefonate ai colleghi e ai responsabili del settore finanziario dei vari municipi, a cominciare da quello empolese. Al termine del quale emerge una linea comune: «L’idea – spiega il delegato – è buona. Ma in questo momento i Comuni non possono finanziare lo sviluppo aumentando la pressione fiscale, perché altrimenti la situazione diventerebbe insostenibile per i cittadini. Per il 2012 non se ne parla». Per il 2013 si vedrà.
Non ci sto. Il sindaco di Fucecchio, Claudio Toni, ci va giù duro: «Questo governo deve iniziare a collegare il cervello alla lingua. Non si può parlare ogni giorno di una tassa, altrimenti si finisce per ossessionare il contribuente. Le tasse sono giuste e vanno pagate, ma non se ne può inventare una al giorno».
Un treno al giorno. Più cauta Rossana Mori (Montelupo): «Effettivamente sembra che ogni giorno parta un treno... Però in linea di principio in questa novità non ci vedo niente di sbagliato. Sarebbe uno strumento in mano al Comune da utilizzare per raggiungere un interesse collettivo. Ne parleremo più a fondo, ci sarà un confronto a livello di circondario. Ma quest’anno non mi sembra il caso di aggiungere un’ulteriore tassa».
La condizione. La chiusura dei sindaci è per il 2012. Ma l’impressione è che l’idea potrebbe tornare utile in futuro. Il sindaco di Vinci, Dario Parrini, indica la strada: «È una buona idea, ma arriva nel momento sbagliato. La pressione fiscale nazionale è già troppo elevata. Potremmo applicarla soltanto a carico tributario complessivo invariato, se cioè si ridurranno in parallelo altre forme di tassazione. Bisogna accelerare su riduzione della spesa pubblica, lotta all’evasione e dismissione del patrimonio immobiliare pubblico non strategico. Per queste vie vanno trovate le risorse necessarie per abbassare il carico tributario su imprese e lavoratori rilanciando al contempo la spesa per investimenti». Secondo Parrini «fatto questo l’imposta sarebbe una grande opportunità di sviluppo e un elemento di sano federalismo».
Un pensierino. C’è anche chi aveva già valutato l’idea di istituire la vecchia tassa di scopo: «Ci abbiamo pensato nello scorso autunno – spiega il sindaco di Certaldo, Andrea Campinoti – per finanziare il rifacimento di piazza della Libertà. Poi, con il decreto Salva–italia il quadro è cambiato e abbiamo abbandonato l’idea. Tuttavia il problema non è la mancanza di soldi, quanto semmai la possibilità di spenderli. Noi comunque contiamo di recuperare un bel po’ di soldi dall’alienazione del nostro patrimonio immobiliare».
Serve altro. Secondo Giulio Mangani (Montespertoli), in realtà la priorità dei Comuni non è trovare risorse: «In un altro momento sarebbe stata una buona idea. Ora il vero problema è che i soldi ci sono ma non possiamo spenderli: credo che sarebbe prioritario allentare il patto di stabilità». Secondo Carlo Tempesti (Cerreto) «si tratta di un’opportunità, che però noi non siamo interessati a sfruttare, anche perché non si può attingere oltre dalle tasche dei cittadini». Un concetto sposato in pieno da Enrico Sostegni (Capraia e Limite): «In questa fase, quando sta per esordire l’Imu, è impensabile istituire un’altra tassa sulla casa».
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