Sicurezza
La procura: Gorelli deve restare in carcere
Martedì scadono i termini per la custodia cautelare, il giudice deve decidere se rimetterlo in libertà
CERRETO GUIDI. Il destino di Matteo Gorelli, il diciannovenne che dal 25 aprile dell’anno scorso è rinchiuso nel carcere di Grosseto, si deciderà domani al tribunale del capoluogo maremmano. Martedì sera infatti scadono i termini per la custodia cautelare e Gorelli potrebbe essere rimesso in libertà, in attesa del processo. La Procura, però, ha presentato una richiesta di proroga della carcerazione e l’atto è stato notificato agli avvocati del giovane.
«La richiesta è stata presentata dal procuratore capo Francesco Verusio – spiega Domenico Giambrone – e noi domani depositeremo la nostra memoria». Giambrone, insieme al collega di Castelfiorentino Luca Tafi, ha avuto a disposizione tre giorni di tempo dalla notifica della richiesta della Procura alla scadenza dei termini per la presentazione della memoria difensiva. Poi, con quelle carte in mano, senza quindi fissare una nuova udienza, il giudice per l’udienza preliminare Marco Bilisari, dovrà decidere del destino del ragazzo.
Il calendario, dopo un anno, sta tornando su quel 25 aprile che ha segnato per sempre la vita di tutte le famiglie coinvolte in questa brutta storia: quelle dei due carabinieri massacrati, le famiglie di quattro ragazzi che quella mattina alle 9 presero un bastone e mandarono in fin di vita Santarelli. Picchiarono forte, facendo perdere un occhio al carabiniere Domenico Marino. Gli altri tre giovanissimi coinvolti in questa storia sono tornati liberi un paio di mesi fa, in attesa dell’udienza preliminare. Loro saranno giudicati dal tribunale per i minorenni di Firenze. Quando parteciparono al pestaggio di marino e Santarelli, non avevano ancora compiuto 18 anni.
Il gup Marco Bilisari ha disposto anche una perizia psichiatrica per Matteo Gorelli. Avrà novanta giorni di tempo il neuropsichiatra Romano Fabbrizzi per accertare se il diciannovenne sia stato «in stato di mente tale da escludere o grandemente scemare, senza escluderla, la capacità di intendere e di volere», al momento dell'aggressione e allo stato attuale. Lo specialista, ancora secondo il quesito formulato dal giudice dell'udienza preliminare Bilisari, dovrà anche accertare se il giovane di Cerreto Guidi sia socialmente pericoloso. La relazione sarà discussa il 20 luglio. I difensori Paolo Giambrone e Luca Tafi hanno nominato la dottoressa Carla Niccheri Gineprai e la dottoressa Carlotta Maggiorelli.
Francesca Gori
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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