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Dalla coca al gioco: 800 in cura
Il dottor Scuotto (Sert): «I familiari vivono le stesse loro sofferenze»
VINCI. All'incontro sulle dipendenze al Vois di Sovigliana, oltre a don Stinghi hanno partecipato Stefano Scuotto del Ser.T di Empoli, la dottoressa del Cae (Centro accoglienza Empoli) Giulia Checcucci, Danilo Di Stefano del commissiato di Polizia di Empoli, le professoresse Laura Turini e Francesca Cerato, rispettivamente del Pontormo e del Ferraris Brunelleschi. Nel ruolo di coordinatrice l’assessore del Comune di Vinci Cristina Pezzatini. «Nel 2011 – esordisce il dottor Scuotto – come Ser.T abbiamo trattato 580 pazienti tossicodipendenti,150 alcolisti, 50 tabagisti e 30 dipendenti da gioco d'azzardo. Oltre a loro vanno aggiunti i parenti dei pazienti che condividono le sofferenze dei loro cari».
«Il messaggio che voglio lanciare – ha spiegato la dottoressa Checcucci del Cae – è che si può guarire da queste dipendenze. Intanto è importante parlarne, non relegare fra le eccezioni quelle persone che vivono questo dramma. E poi questi ragazzi hanno una ricchezza interiore enorme, vanno soltanto aiutati a scoprirla». Ma a combattere le dipendenze ci sono anche le forze dell'ordine, rappresentate da Danilo Di Stefano: «Dobbiamo fare fronte comune contro le droghe perchè soprattutto prodotti come cocaina, marijuana, hashish e le droghe sintetiche sono in aumento esponenziale. Cala, invece, il consumo d'eroina. Oltre a ciò va combattuto il gioco d'azzardo quando diventa compulsivo perché potremmo ritrovarci a dover pagare un conto sociale molto salato in futuro». Infine le professoresse Turini e Cerato, che con i ragazzi sono a contatto giornalmente: «Bisogna investire sulla nostra formazione in merito – spiega Turini – questa è la sfida del futuro per noi insegnanti».
«La felicità – aggiunge Cerato – non si raggiunge con le droghe che danno soltanto un piacere effimero che sfocia in dipendenza». (m.s)
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