Il Tirreno

Empoli

L’INIZIATIVA

Pressing sui sindaci per intitolare 3 strade a 3 donne

«Donne illustri e anonime hanno contribuito allo stesso modo alla storia della nostra società e del nostro paese. Ma quante vie delle nostre città sono intitolate a loro? Secondo un...

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EMPOLI. «Donne illustri e anonime hanno contribuito allo stesso modo alla storia della nostra società e del nostro paese. Ma quante vie delle nostre città sono intitolate a loro? Secondo un censimento approssimativo solo il 5% delle piazze e delle strade italiane è dedicata a personaggi femminili» con questa dichiarazione Tania Cintelli, portavoce donne Pd della Federazione Empolese Valdelsa, lancia un appello di adesione ai sindaci dell'Empolese Valdelsa: «Troppo poche - continua Cintelli - è questo che è emerso dal gruppo Toponomastica femminile, nato su Facebook, con lo scopo di indirizzare il futuro toponomastico del nostro paese verso scelte di parità. In due mesi ha ricevuto più di 2.300 adesioni da ogni parte d'Italia, l'attenzione di media nazionali ed esteri e l'interesse di molte istituzioni locali».

L'intitolazione femminile di vie, piazze e giardini non costituisce di per sé un obiettivo, «quanto piuttosto uno strumento immediato ed efficace per spostare la visibilità cittadina delle donne - va avanti - dal piano fisico a quello culturale per valorizzare il ruolo fondamentale delle donne nella cultura, nella storia, nella politica, nell'arte del nostro paese e dei nostri territori». Il gruppo rilancia l'iniziativa “Otto marzo: tre strade per tre donne” con una proposta a tutte le giunte comunali: correggere una palese discriminazione, che vede nella toponomastica quasi esclusivamente illustri figure maschili e dedicare le prossime tre strade a tre donne: una di rilevanza locale, una nazionale, una straniera, per unire le tre anime del paese. «Noi giriamo questo appello a tutti i comuni dell'Empolese valdelsa - conclude Cintelli - L'augurio è arrivare alle prossime celebrazioni dell'8 marzo avendo fatto un altro piccolo passo verso il riconoscimento del ruolo culturale e sociale delle donne. Forse questo terrebbe viva la memoria storica, impedendo a certi personaggi politici attuali di infangare una figura di alto profilo istituzionale e culturale come Nilde Iotti con dichiarazioni che dimostrano solo ignoranza storica e basso profilo politico».

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