Il Tirreno

Empoli

Pozzo di 400 metri per cercare gas utile alle industrie

di Giacomo Bertelli
Pozzo di 400 metri per cercare gas utile alle industrie

Lo studio tecnico di un ex assessore chiede alla Regione il permesso di perforare il terreno nel cuore della Valdelsa

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CERTALDO. Un nuovo progetto per cercare di sfruttare a fini industriali l’anidride carbonica che si trova nel sottosuolo della Valdelsa. Dopo la concessione mineraria ottenuta una decina di anni fa dalla Sol a Baccaiano di Montespertoli, adesso è lo studio tecnico IdroGeo Engineering & Consulting del geologo ed ex assessore certaldese Alessandro Murratzu a chiedere alla Regione, per conto di un imprenditore della zona, l’autorizzazione ad effettuare studi e ricerche finalizzati a questo tipo di attività. Il territorio coinvolto nel progetto si trova al confine tra il comune di Certaldo e quello di Ulignano. L’impresa per conto della quale lavora la IdroGeo Engineering & Consulting vorrebbe inserirsi tra le attività produttive della zona industriale Stallacce e San Galgano sfruttando appunto il gas che potrebbe venire dal pozzo profondo quattrocento metri che verrebbe scavato tra Certaldo e Ulignano.

Industria ed energia pulita. Il progetto prevede la possibilità di sfruttare l’anidride carbonica per la conservazione dei cibi per l’industria agroalimentare e la produzione di acqua e bibite gassate. Se inoltre ci saranno i requisiti si cercherà di sfruttare il terreno anche per produrre energia elettrica, come una vera e propria fonte rinnovabile. Ci sarà tempo fino al 19 maggio per poter presentare osservazioni in Regione. Dopodiché il progetto potrebbe prendere quota.

Il cuore della Valdelsa. L’area interessata è di circa 45 ettari, per una lunghezza massima di un chilometro e 150 metri e una larghezza di mezzo chilometro. È una località, quella di Stallacce e San Galgano, che tra l’altro è famosa anche per il fatto che il ciclista Gino Bartali vi si fermò durante un Giro D’Italia per dissetarsi. Un’area industriale dove c’è una media densità antropica, con fabbriche sparse ad uso residenziale ed artigianale.

Il carotaggio. Il piccolo capanno industriale che contiene all’interno un pozzo con un tubo regolato da alcune valvole: così apparirà la zona in cui verrà effettuato il carotaggio, sempreché ovviamente dalla Regione arriverà il via libera. La ricerca sul terreno per capire la situazione dovrebbe durare circa due mesi, poi si potrà avere un quadro completo delle potenzialità effettivamente sfruttabili del sottosuolo. Se dovessero essere confermate le ipotesi più ottimistiche, ovvero se dal terreno effettivamente fosse garantita una quantità di anidride carbonica rilevante, allora si potrebbe pensare anche di sfruttare il gas per produrre energia elettrica, un sistema pulito, che attualmente ha pochi precedenti al mondo (solo negli Stati Uniti questo tipo di energia rinnovabile ha avuto finora qualche applicazione concreta).

Gas e acqua. Non solo: secondo altri studi, promossi anni fa dall’Eni, a seicento metri di profondità, il suolo della Valdelsa potrebbe presentare caratteristiche tali da poter immaginare di sfruttare l’acqua termale che vi scorre sotto. Proprio questa zona, infatti, era già stata oggetto di studio nel passato da parte dell’Elsa gas e della Sol che hanno così accumulato conoscenze e documentazioni giudicate molto interessanti dal geologo Murratzu, che perciò ha deciso di puntare su questo progetto che potrebbe offrire opportunità davvero interessanti sia dal punto di vista produttivo che energetico.

Proteste in vista. Il progetto, che prevede un investimento iniziale di cinquantamila euro, adesso è in stand by, in attesa che scada il termine fissato per il 19 maggio. Ovviamente, se dalla carta l’iniziativa dovesse diventare qualcosa di concreto, non mancheranno gli ostacoli. La Valdelsa, sia sul versante empolese che su quello senese, è nota infatti anche per le battaglie ecologiste promosse da comitati che in passato si sono battuti contro i tentativi di imprese legate allo sfruttamento dell’anidride carbonica. Basta ricordare il caso della Sol che ottenne una concessione mineraria in località Baccaiano.

«Nessun pericolo». Alessandro Murratzu vuole però subito rassicurare la popolazione: «Lavoriamo a grandi profondità nel sottosuolo con un gas che si forma naturalmente, noi lo convogliamo, grazie a pozzi e valvole, affinché non fuoriesca, quindi non ci sono pericoli né per gli esseri umani né per gli animali. Siamo pronti - conclude Murratzu - a dare spiegazioni a tutti i cittadini e se nasceranno comitati ci faremo trovare pronti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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