La protesta
Bagni chimici per il dopo-terremoto: spuntano altri tre indagati
Al centro dell’inchiesta la fornitura dell’azienda Sebach. Principale inquisito è l’ex capo della protezione civile Guido Bertolaso: per lui l’accusa è di abuso di ufficio
ROMA. Ci sono altri tre indagati, tutti toscani e dell’area dell’Empolese, in una delle inchieste giudiziarie legate al terremoto dell’Aquila che vedono come principale inquisito l’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso. Bertolaso è infatti indagato per abuso d’ufficio nell’ambito di un’inchiesta sull’appalto dei bagni chimici, vinto dalla ditta Sebach, installati nelle tendopoli montate dopo il sisma del 6 aprile 2009. Un appalto di circa 34 milioni. Il fascicolo sui bagni chimici si trova alla Procura di Roma. Gli altri denunciati, insieme a Bertolaso, sono l’alto dirigente della protezione civile Angelo Borrelli (attuale vice di Gabrielli), Riccardo Crogi, Marco Fabbri e Andreana Valente.
Fin da subito il numero dei bagni, circa 3.200 (da un primo ordine di circa 4 mila) e la stima dello smaltimento sembrarono nettamente al di là delle esigenze. In particolare, sono finiti nel mirino dei magistrati romani le presunte irregolarità nella procedure di proroga dell’affidamento del servizio da parte di una commissione della protezione civile all’azienda a cui fu affidato l’incarico. A far scattare le indagini fu l’esposto di una ditta esclusa dalla fornitura.
La Protezione civile avrebbe ordinato 4mila mila bagni, scesi poi a 3.200. Al prezzo di 79,20 euro al giorno per ogni bagno, comprensivo di Iva e di 4 interventi di espurgo e pulizia giornalieri. Un servizio ritenuto eccessivo: ogni ospite delle tendopoli avrebbe potuto produrre fino a 100 litri al giorno di deiezioni solide e liquide. Pertanto, quattro servizi giornalieri di pulizia dei wc chimici avrebbero comportato una raccolta giornaliera di 3.200 metri cubi di liquami, con susseguenti viaggi di centinaia di camion e problemi legati allo smaltimento che persino i depuratori avrebbero faticato a lavorare.
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