Ex calciatore nei guai per truffa raggira 2 edicolanti: denunciato
Finisce nei guai Samuele Grassi, 31 anni, professionista con le maglie di Pisa e Cuoiocappiano Per l’accusa finge l’amicizia con De Rossi, si fa ricaricare il cellulare per 900 euro e poi non paga
EMPOLI. Nuovi guai giudiziari per l’ex calciatore professionista Samuele Grassi, 31 anni, 103 partite tra C1 e C2 con le maglie di Pisa, Cuoiopelli Cappiano Romaiano, Sangiovannese, Sassuolo. Dopo i problemi con la giustizia nel 2011 - una denuncia per truffa ai danni di una ragazza di Montelupo Fiorentino - e un foglio di via obbligatorio del questore di Lucca nel dicembre scorso l’ex centrocampista originario di Formigine ( Modena) è stato denunciato dalla squadra Mobile per truffa continuata e violazione della misura di prevenzione del divieto di ritorno a Lucca.
Stando agli investigatori il 29 marzo scorso l’ormai ex calciatore - è inattivo dalla stagione 2008-2009 dopo aver indossato anche le maglie di Sangimignanese, Locri, Formigine e Cerretese - si presenta in un’edicola dell’Arancio. È vestito da calciatore con tanto di divisa sociale. Chiede e ottiene di farsi ricaricare una carta Postepay per un ammontare di circa 500 euro. S’intrattiene un po’ con il giovane edicolante. Inizia a parlargli di calcio e gli svela di essere un giocatore della Roma. «Sono a Lucca per farmi visitare dal primario di ortopedia: un controllo prima della fine del campionato» dice l’ex calciatore di C che nella Roma non ha mai militato nemmeno a livello di settore giovanile. A un tratto squilla il telefonino. Lui risponde e finge di avere in linea dall’altro capo del cellulare niente di meno che il centrocampista giallorosso e della nazionale azzurra Daniele De Rossi. L’edicolante resta imbambolato e crede davvero di avere a che fare con un tesserato della Roma. Oltretutto sa bene che l’ospedale Campo di Marte è un nosocomio d’eccellenza per quanto riguarda la medicina dello sport visto che ne fanno parte sanitari del calibro del professor Castellacci e del dottor Giammattei, medici sportivi delle nazionali azzurre di calcio e di ciclismo. Probabilmente Grassi gioca proprio sul quel fattore per farsi ricaricare una carta Postepay.
Per pagarla presenta però una carta di credito non accettata dal sistema. Si scusa con l’edicolante, si allontana approfittando della presenza di altri due clienti e comunque garantisce - lasciando il suo numero di cellulare - di pagare il giorno successivo. «Torno dopo la visita in ortopedia» dice. Ma l’edicolante non lo vedrà più. La mattina dopo infatti non arriva e le telefonate del gestore dell’edicola risultano vane. La Mobile, diretta dal dottor Virgilio Russo, accerta subito che Samuele Grassi non aveva alcun appuntamento in ospedale per una visita ortopedica. E durante le indagini i poliziotti verificano che identica truffa nello stesso giorno era stata messa a segno ad un’edicola di Marlia. Anche lì l’ex calciatore si era fatto ricaricare la carta Postepay di altri 400 euro. I due edicolanti lo hanno riconosciuto attraverso le foto segnaletiche.
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