Il Tirreno

Empoli

CARA CGIL SU MONTI ORA SBAGLI

di DARIO PARRINI*

di DARIO PARRINI* C. aro segretario (Rossano Rossi della Cgil, ndr), sai quanto grande siano il mio rispetto e il mio affetto per la Cgil. E quanta importanza attribuisca al ruolo sociale del...

3 MINUTI DI LETTURA





di DARIO PARRINI*

C. aro segretario (Rossano Rossi della Cgil, ndr), sai quanto grande siano il mio rispetto e il mio affetto per la Cgil. E quanta importanza attribuisca al ruolo sociale del sindacato e alla sua autonomia. E anche quanto mi stiano a cuore gli interessi del mondo del lavoro. Tra amici si può essere franchi. Per questo non voglio nascondermi dietro a parole vaghe. Pur ritenendo legittime e comprensibili le ansie di tanti lavoratori e pensionati che hanno deciso di manifestare il loro disagio, non ho condiviso le parole d'ordine dello sciopero generale di giovedì scorso a Empoli. E ho firmato con convinzione la nota congiunta dei sindaci perché, da amministratore e dirigente politico, ho sempre seguito questa regola: se un cittadino ti chiede conto di una tua scelta, è tuo dovere chiarirne le ragioni. Non mi sono mai piaciuti i silenzi opportunistici. Preferisco affrontare le discussioni, anche quando sono scomode. Alcuni lavoratori si sono domandati il perché della non partecipazione dei sindaci allo sciopero. Credo che sia stato un atto di responsabilità e di onestà intellettuale dire come mai non c'eravamo. Personalmente, ho trovato eccessive, soprattutto dopo le ultime correzioni alle regole sui licenziamenti, le critiche rivolte alla riforma del lavoro del governo Monti.

Un governo che, con l'appoggio determinante del Pd e di altri partiti, e in una situazione la cui gravità non sarebbe giusto nemmeno per un momento trascurare, è riuscito ad allontanarci dall'orlo del baratro dove ci avevano portato, non dimentichiamolo, le politiche folli del berlusconismo.

Se fossimo finiti nel burrone, per milioni di lavoratori e pensionati sarebbe stata la rovina. Su questa riforma del lavoro, che certamente non è perfetta, sono d'accordo con il presidente della Repubblica Napolitano: aiuta la crescita e rappresenta un tentativo importante di riequilibrio del nostro stato sociale. Soprattutto perché fornisce tutele significative a milioni di lavoratori oggi completamente non protetti. Provo quotidianamente una grande angoscia dinanzi alle pesanti difficoltà che affliggono i due milioni e mezzo di italiani disoccupati; le centinaia di migliaia di cassintegrati; il milione e mezzo di partite Iva e collaboratori fittizi; i quasi due milioni e mezzo di lavoratori a termine involontari; gli oltre due milioni di neet, i giovani inattivi che non lavorano non studiano né seguono corsi di formazione. Questi cittadini rappresentano la parte più debole della società. Quella meno difesa, rappresentata, organizzata. Verso queste persone abbiamo un obbligo: fare di tutto perché nel nostro Paese ripartano la crescita economica e la creazione di posti di lavoro.

Ritengo anche che abbiamo un altro e non meno decisivo dovere: promettere e proporre ciò che è possibile. In maniera credibile e seria. Restando lontani mille miglia da quel populismo e da quella demagogia che sono l'eredità più velenosa che il berlusconismo e il leghismo ci hanno lasciato. E senza dimenticare che siamo un Paese con un debito pubblico enorme e in cui la spesa pubblica e la pressione tributaria non possono aumentare perché sono già a livelli record.

Solo con la lotta all'evasione fiscale e alla spesa pubblica improduttiva potremo trovare, a breve termine, le risorse con le quali proteggere meglio chi è indifeso, finanziare un rilancio degli investimenti in infrastrutture e una riduzione del carico fiscale che grava sulle buste paga e sulle imprese.

Contemporaneamente è indispensabile una cura-choc contro la burocrazia e l'inefficienza e le lentezze della pubblica amministrazione. Bisogna dare più spazio al merito e meno alle rendite e ai privilegi. Queste sono le politiche per la crescita realisticamente praticabili oggi in Italia. E su questo il governo Monti, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, sarà chiamato a dare una grande prova di determinazione e di lucidità. Sono sicuro, e lo dico senza retorica, che lungo questo cammino la Cgil saprà essere propositiva e costruttiva. E sono certo che ancora una volta, come spesso è accaduto in passato, la troveremo saldamente dalla parte dell'interesse generale dell'Italia. Un caro saluto.

*sindaco di Vinci

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web