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Empoli

I sindaci contestati dalla piazza: «Stiamo con Monti»

I sindaci contestati dalla piazza: «Stiamo con Monti»

Un delegato sottolinea la loro assenza e strappa l’applauso I primi cittadini: «La riforma è positiva». Rossi: «Non è detto»

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EMPOLI. A lanciare il sasso ci pensa Dario Colucci, delegato della Irplast (Filtem Cgil – Chimici, energia, manifattura): «I sindaci dove sono?» attacca dal palco. «Dovrebbero essere qui, al fianco dei lavoratori». E la piazza risponde con un applauso scrosciante. Effettivamente, nessuno degli undici primi cittadini dell’Empolese Valdelsa era presente alla manifestazione indetta dalla Cgil a difesa dell’articolo 18.

La replica. Passano poche ore e arriva la replica dei sindaci, che si affidano a una nota congiunta per spiegare il motivo per il quale hanno deciso di disertare la piazza: «Tutto il nostro rispetto per l'iniziativa promossa da una grande organizzazione sindacale come la Cgil – scrivono i sindaci – tuttavia, dopo le ultime importanti modifiche preannunciate dagli organi di stampa e sulle quali inizierà il confronto parlamentare, la riforma del lavoro del governo Monti deve essere considerata una tappa importante per aumentare le possibilità di crescita del nostro paese, come del resto ha ricordato di recente anche il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Consideriamo inoltre molto positivo che vengano assicurate delle tutele – sotto forma di ammortizzatori sociali – a otto milioni di lavoratori che oggi non ce l'hanno. Il confronto e l'azione unitaria vanno sorretti e sviluppati, come sta avvenendo in modo positivo nel nostro territorio, su temi importanti come i bilanci dei Comuni e lo sviluppo dell'Empolese Valdelsa».

Il contrattacco. Ma a quel punto si muove anche il segretario della Camera del lavoro, Rossano Rossi: «Come in tutte le nostre iniziative avevamo invitato gli amministratori locali a partecipare, pur nel rispetto di motivazioni non del tutto coincidenti. Spiace verificare che non sia stato condiviso lo spirito della mobilitazione, ma ogni scelta è legittima. Riteniamo però inopportuna e singolare la nota congiunta dei sindaci». Ma non solo: «A noi non sfugge e non sottovalutiamo il fatto che si sia aperta una discussione rispetto a delle scelte di questo governo che sembravano immodificabili e definitive, riteniamo infatti che questo sia merito della nostra mobilitazione. Sugli aspetti di merito andrei cauto con delle affermazioni che legano questo provvedimento alla crescita del Paese. cosi come occorre verificare il reale ampliamento delle tutele attraverso una fantomatica estensione degli ammortizzatori sociali per milioni di lavoratori».(f.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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