Sicurezza
In 500 rischiano di restare senza lavoro e pensione
Allarme nell’Empolese Valdelsa per l’alto numero di possibili “esodati” E nel 2011 sono stati 7.270 i licenziamenti per contratti a tempo indeterminato
EMPOLI. Numeri da brividi destinati, tra l’altro, ad accompagnarci ancora molti mesi (se andrà bene). Nel circondario Empolese Valdelsa lo scorso anno ci sono state 7.270 cessazioni di lavoro, quasi 400 in più dell’anno prima. Sono le interruzioni dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato che vengono comunicate al Centro per l’impiego dai datori di lavoro. In più al 31 dicembre 2011 erano 3.028 i lavoratori che avevano beneficiato della cassa integrazione in deroga (per le imprese artigiane). La Cgil, sempre ieri mattina, ha dato un altro dato allarmante: secono una loro stima gli esodati nel circondario, con la nuova riforma del lavoro, sarebbero 500. In provincia di Firenze sono duemila. Si tratta di un piccolo esercito di lavoratori che avevano stipulato accordi con le aziende per lasciare il posto prima dell’età pensionabile e che ora rischiano, se la riforma del lavoro andrà avanti come è stata presentata con la cancellazione della cassa integrazione straordinaria e in deroga, di ritrovarsi per anni senza stipendio, senza ammortizzatori sociali e senza pensione perché nel frattempo l’età per andare in pensione è stata aumentata.
Questa la situazione che ha trovato la commissione regionale nell’incontro avuto con le istituzioni e le categorie economiche e sociali all’Agenzia per lo sviluppo. «I dati della disoccupazione sono, comunque, meno acuti che nel resto della Toscana, ma anche nell’Empolese-Valdesa la situazione non è facile. La crisi, in particolare, colpisce l’edilizia e il comparto del legno». Paolo Marini (Federazione della Sinistra-Verdi), presidente della commissione emergenza occupazionale del consiglio regionale, commenta così il quadro emerso dall’incontro, ennesima tappa del tour che la commissione sta svolgendo in tutti i territori della Toscana per monitorare lo stato della crisi economica e per valutare gli effetti delle politiche regionali fin qui adottate per fronteggiarla.
Anche a Empoli, così come su tutto il territorio regionale, è emerso il problema dell’accesso al credito, soprattutto da parte delle piccole imprese. «Il problema continua a essere molto pesante nonostante le garanzie messe in campo dalla Regione attraverso Fidi Toscana - ha spiegato Marini - è chiaro che su questo punto la Regione dovrà affinare la propria strategia di intervento». Le categorie sociali, inoltre, hanno messo in evidenza il problema del lavoro nero, un fenomeno di cui si parla poco ma che esiste, e la crescita delle partite Iva.
Tra le priorità di intervento indicate per il territorio, infine, il raddoppio della linea ferroviaria nella tratta tra Empoli e Granaiolo.
Nel corso dell’incontro è emerso il dato preoccupante della disoccupazione femminile, in costante crescita. «Il settore delle cooperative dei servizi sta subendo forti contraccolpi dalla crisi - ha spiegato la vicepresidente della commissione, Marina Staccioli (gruppo Misto) - e a farne le spese sono le lavoratrici donne, che non riescono poi a trovare una nuova occupazione».
A peggiorare il dato della disoccupazione femminile, anche i saldi occupazionali relativi alla grande distribuzione. «La contrazione dei consumi delle famiglie - ha aggiunto Staccioli sta provocando uscite dal lavoro anche in questo settore, dove l’occupazione è, per la gran parte, femminile. Anche in questo caso chi perde il lavoro non ha l’opportunità di trovarne un altro».
All’incontro erano presenti anche i consiglieri regionali Nicola Nascosti (del Pdl) e Rudi Russo (dell’Idv).
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