Il dolore
Un libro per onorare la Canottieri Limite
ARNO. Un secolo e mezzo di storia raccolti nel libro scritto dal giornalista Alberto Gavazzeni. La Società Canottieri Limite si racconta per la prima volta per intero, da quando nacque nel lontano...
ARNO. Un secolo e mezzo di storia raccolti nel libro scritto dal giornalista Alberto Gavazzeni. La Società Canottieri Limite si racconta per la prima volta per intero, da quando nacque nel lontano 1861. Lo fa raccogliendo in un volume la sua lunga vita di sodalizio del remo più antico in Italia: i risultati sportivi, gli aneddoti e i personaggi (atleti ma anche dirigenti e allenatori) che hanno scritto le sue pagine.
Ieri nella nuova sede agonistica “Del Gratta” a Limite, è stato presentato “Dalle barche di don Alessandro alle imprese dei super 20 – Centocinquanta anni di sport per uomini puri di cuore”. Il libro, scritto dal giornalista Alberto Gavazzeni con il prezioso aiuto d'archivio del segretario della società, Mario Pucci, è una raccolta storica che parte dalla fondazione della società alle vittorie degli ultimi anni. Centrali i racconti degli atleti che hanno fatto la storia del sodalizio, con particolare rilevanza ai cosiddetti “super 20”: i venti vogatori che sono riusciti a regalare alla società affermazioni in campo internazionale.
Sfogliando il libro si ripercorrono le imprese di Antonio Baldacci (tre volte olimpico e 5 mondiali alle spalle), Alberto Cecchi (olimpico nel 1972 e 4 europei) fino ai volti più recenti di Lorenzo Carboncini (prossimo alla quarta Olimpiade) e Andrea Carmignani (vicecampione del mondo Under 23 nel 2009). Ruolo chiave quello delle foto, quasi tutte in bianco e nero. Ricco il sommario, nelle 173 pagine del libro si trova di tutto. Si scopre una storia della Canottieri ricca e variegata, da gustare sin dalle prime pagine dedicate ai fondatori, Gaetano e don Alessandro Picchiotti, ai premi recenti ottenuti dalla Canottieri. Uno su tutti il prestigioso Collare D'oro del Coni al merito sportivo che la società ritirerà il prossimo 18 aprile.
«Con questo libro ho voluto rivivere insieme alla Canottieri ansie, gioie, speranze e anche delusioni – spiega Gavazzeni – perché lo sport è un misto di fatica e divertimento. Il canottaggio è disciplina per uomini duri, che amano sfidare se stessi e i propri limiti».
Per scrivere il libro Gavazzeni si è affidato alle fonti storiche utilizzando i testi che è riuscito a reperire, soprattutto i giornali d'epoca. «Durante la ricerca – spiega - ho potuto anche modificare una serie di dati che erano consolidati per certi ma non lo erano. Mi riferisco per esempio a uno dei due titoli italiani conquistati dalla società con l'otto yole e datata erroneamente nel 1938. In realtà era del 1935».
Alla presentazione sono intervenuti il sindaco Enrico Sostegni e il professor Cristiano Mazzanti, oltre ad alcuni protagonisti del remo limitese e al presidente della società Filippo Busoni. «Nel testo ci è sembrato giusto dare memoria ai grandi personaggi che hanno scritto le pagine della nostra storia – ha spiegato Busoni – ben sei generazioni di Canottieri. Troviamo persone di ogni genere: uomini semplici, industriali, professionisti, tutti con il cuore che pulsava per la stessa grande passione».
Filippo Cioni
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