Sicurezza
Fogna a cielo aperto a Sciano da 12 anni si chiede di chiuderla
Relazioni preoccupanti di Asl e Arpat, anche il sindaco sollecita il collegamento col depuratore ma finora invano
CERTALDO. Una fogna a cielo aperto a poca distanza dalle case. Succede nella frazione certaldese di Sciano, dove da una dozzina d’anni i cittadini combattono con liquami e odori maleodoranti. Motivo: manca il collegamento della rete fognaria della frazione al connettore di Cambiano. L’intervento, annunciato da Acque Spa nel 2006, non è stato realizzato.
Il depuratore butta fuori scarichi maleodoranti e, come spiega il contadino Angiolo Carpitelli, con i suoi liquami è responsabile della morte di diverse piante e di «anomale macchie scure sulla frutta coltivata in questa zona».
La situazione fu denunciata già nel 2000 ma a distanza di dodici anni non c’è ancora la parola fine. Asl 11, Arpat, Acque spa sono state contattate più volte per monitorare il caso. Nel 2002 l’Asl parlò «di pericoli per la salute di coloro che svolgono attività nella zona o che, per varie ragioni, vi dovessero transitare».
Come spiegano gli abitanti della zona, le acque escono dal depuratore e si incanalano nel borro chiamato Case di Sciano: quando vengono fuori non sono pulite, si trasformano in liquami e il torrente diventa un canale insalubre. E così cio sono smottamenti, erosione degli argini del borro, zanzare, mentre le piante vengono aggredite da malattie che le danneggiano.
Nell’agosto scorso e poi a febbraio e poche settimane fa gli organi competenti sono entrati nuovamente in azione, su sollecitazione di Carpitelli che ha chiesto aggiornamenti sulla questione al Comune di Certaldo. L’Arpat ha spiegato che «l’impianto di depurazione si trova sul fondo di una vallecola dove, in occasione dei temporali, si concentrano le acque meteoriche dilavanti la zona e ciò può comportare criticità nel funzionamento e nella gestione dell’impianto. Per questo motivo - prosegue la nota dell’Arpat - si ricorda ad Ato 2 e al Comune la necessità di procedere in tempi brevi al collettamento della rete fognaria di Sciano verso l’impianto di depurazione di Cambiano, come annunciato con specifica nota nel 2006 dal Gestore della fognatura pubblica».
Il sindaco Andrea Campinoti dal canto suo aggiunge, dopo aver visionato i documenti dell’Arpat, che le analisi «non hanno messo in evidenza responsabilità attribuibili a situazioni certe, quali scarichi abusivi o mal funzionamento del depuratore di Sciano», ma allo stesso tempo rinnova «la richiesta dell’intervento di collettamento della fognatura di Sciano verso l’impianto di depurazione di Cambiano annunciato nel 2006».
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