Il Tirreno

Empoli

Barnini scuote il Pd: non possiamo tradire i referendum

di Luciano Menconi
Barnini scuote il Pd: non possiamo tradire i referendum

Il segretario propone un tavolo istituzionale per riuscire a rispettare la volontà popolare e garantire gli investimenti

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EMPOLI. «Il risultato del referendum sull’acqua va assolutamente rispettato, sia per quanto riguarda il no alla gestione privata sia per il no alla logica del profitto». A parlare in questi termini non sono comitati e forze politiche che hanno promosso la consultazione popolare dell’anno scorso ma il Pd, ovvero il partito che è stato sicuramente determinante per la vittoria dei sì ma che adesso si ritrova in una situazione a dir poco imbarazzante. Il movimento referendario, infatti, lo accusa di averlo tradito visto che i suoi rappresentanti nell’Ambito territoriale ottimale hanno votato per prolungare fino al 2021 la gestione del servizio idrico ad Acque spa, che al 55% è di proprietà di 57 enti locali e al 45% di un partner privato formato da un gruppo di società tra cui la multiutility Acea e il Monte dei Paschi. Non solo: la gestione di Acque continuerà alle condizioni di prima, quindi con la remunerazione garantita del 7% del capitale investito, l’esatto contrario di quanto stabilito dal voto dei cittadini.

A spiegare la posizione del partito, alla vigilia del consiglio comunale aperto convocato per stamani agli Agostiniani, è il segretario Brenda Barnini. «Come Pd dell’Empolese Valdelsa siamo convinti - dice - che il risultato del referendum debba essere assolutamente rispettato e quindi che non possano esserci ripensamenti o tentativi di sminuire la volontà popolare che mai come in questo caso si è espressa con forza e chiarezza».

Dunque tutti d’accordo? Via banche e privati dalla gestione della rete idrica? Immediata riduzione del 7% delle bollette? No, calma, c’è un però. «Una volta affermato con chiarezza questo intento - prosegue Barnini - bisogna però ragionare su come garantire che il soggetto che dovrà gestire gli acquedotti sia messo in condizione di poter fare gli investimenti necessari a migliorare il servizio idrico».

Come si fa a finanziare gli interventi indispensabili per potenziare una rete che perde acqua in misura ancora scandalosa? «Non ci sono che due strade - risponde il segretario del Pd - o si ricorre alla fiscalità generale, cioè si aumentano le tasse, oppure bisogna trovare nuove forme di partecipazione dei cittadini».

L’idea è quella dell’azionariato popolare, avanzata la scorsa estate - peraltro senza trovare grande seguito - dal presidente della Regione Rossi. «È un’ottima idea - sottolinea Barnini - il problema è che per dare corpo a un progetto del genere occorre un quadro normativo nazionale che ora non c’è. Ed è proprio questo su cui tutti quanti, compreso il Forum dei comitati, dovrebbero lavorare: chiedere al parlamento di assumersi la responsabilità di una nuova legislazione su questa materia, visto che quella precedente è stata cassata dai referendum».

I tempi? La dirigente del Pd lo ammette: lunghi. «Per raggiungere il doppio obiettivo di far riacquisire dal soggetto pubblico le quote in mano ai privati garantendo nuovi investimenti, occorre modificare l’attuale modello di gestione. Serve un unico ambito territoriale ottimale regionale in cui dovranno accorparsi i sei attuali e serve un gestore unico per la Toscana. Nella sede dell’Ato unico, che dovrà regolare le tariffe e decidere gli investimenti, noi democratici dell’Empolese Valdelsa vogliamo entrare per dire che bisogna dare seguito alla volontà popolare. Ma è chiaro che per attuare un piano così, in grado di assicurare le risorse finanziarie che sono necessarie, servono anni. Il fatto che il raggiungimento dell’obiettivo richieda di essere scaglionato in un tempo congruo mi pare che sia riconosciuto anche dal movimento 5 stelle. Io dico: avviamo un tavolo istituzionale che, numeri alla mano, lavori a una proposta operativa che tenga conto del referendum, ribadendo da un lato il no alla privatizzazione e dall’altro la necessità di individuare il modo per reperire le risorse finanziarie indispensabili per migliorare il servizio. Non si può continuare nell’indifferenza come in questi mesi, non si può pensare che col passare del tempo venga meno la necessità di dare una risposta alla volontà popolare».

La proposta sarà illustrata stamani dalla stessa Barnini nel consiglio comunale. «Il ruolo dei Comuni è decisivo, perché se non si trovano le risorse per manutenzione e investimenti, se si interrompe il servizio idrico, a risponderne in prima persona, anche in sede giudiziaria, sono i sindaci. Come Pd è vero che non abbiamo raccolto le firme per i referendum ma abbiamo raccolto molti voti per far vincere i sì. Per questo, se vogliamo essere coerenti con le posizioni assunte l’anno scorso, dobbiamo essere i primi a indicare una strada che rispetti la volontà popolare. Altrimenti i nostri elettori ci chiederanno dove sta la nostra coerenza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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