Il Tirreno

Empoli

Vinci abbatte l’Imu sulle case in affitto a canone concordato

di Francesco Turchi
Vinci abbatte l’Imu sulle case in affitto a canone concordato

Parrini: «Così faremo abbassare anche i prezzi sul mercato» il Comune incrocerà i dati catastali coi consumi di luce e gas

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VINCI. Se la casa è sfitta l’aliquota Imu schizza in alto, probabilmente intorno al 9 per mille. Ma chi l’affitta con la formula del “canone concordato” allora pagherà un’aliquota identica a quella sulla prima casa (intorno al 4,5 per mille). L’idea è del sindaco di Vinci, ma potrebbe essere seguita anche dai suoi colleghi dell’Empolese Valdelsa. Dario Parrini, insieme ai suoi uffici, ha già iniziato a lavorarci.

Le novità. Le grandi manovre per mettere a punto il bilancio sono iniziate e domani entreranno nel vivo. Parrini è deciso a lavorare all’interno del quadro disegnato a livello di circondario. Di conseguenza, l’aliquota Imu sulla prima casa si aggirerà sul 4,5 per mille, quella sui capannoni industriali e seconde case sull’8 per mille, mentre salirà fino al 9 per mille su case e capannoni sfitti.

Piedi di piombo. «Tuttavia – spiega Parrini – la materia degli immobili vuoti è delicata e merita di essere trattata con particolare attenzione. Differenziare gli immobili sfitti da quelli che non lo sono è indispensabile, ma cercheremo di non farlo in maniera esagerata perché sappiamo bene che sul mercato oltre a una quota di sfitto volontario c'è anche tanto sfitto involontario figlio della crisi».

Tessuto produttivo. Un discorso a parte lo meritano i laboratori, i negozi e tutti quei fondi che ospitano le attività artigianali e commerciali: «Il nostro è un territorio a forte vocazione produttiva – rimarca Parrini – dobbiamo fare attenzione a non colpire in maniera eccessiva le aziende, già messe a dura prova dalla crisi» e che comunque, anche semplicemente con un ritocco dell’aliquota dovranno fare i conti con aumenti record.

Prezzi alti. Parrini è anche convinto che una parte delle abitazioni siano vuote a causa delle richieste esose dei proprietari, che non si sono adeguati all’attuale situazione economica. Ma i fattori sono anche altri: «Il fenomeno è anche una conseguenza delle magagne della giustizia civile in merito agli sfratti, della difficoltà nel recuperare le morosità». Il risultato è che «i prezzi dei canoni di locazione non sono scesi abbastanza».

Il provvedimento. Proprio per questo arriva l’agevolazione per chi affitta le case a canone concordato, cioè con l’importo del canone di affitto calcolato in base agli indicatori contenuti nell’accordo territoriale, frutto della contrattazione tra sindacati degli inquilini e associazioni dei proprietari. «Vogliamo incentivare chi segue questa strada: incassa intorno al 20% in meno d’affitto rispetto ai prezzi prevalenti sul mercato, ma risparmia centinaia di euro sull’ Imu».

Caccia agli sfitti. Vita dura anche per chi è abituato a bluffare. Nel frattempo il Comune farà anche controlli a tappeto (e non a campione) su tutti gli immobili per capire quali sono quelli realmente sfitti. Come? «Incroceremo le banche dati catastali con i consumi di gas ed energia elettrica». Se la casa non vuota, ma in realtà i consumi sono molto bassi, scatta l’accertamento da parte del Comune: «In quel caso chiederemo spiegazioni al proprietario, che dovrà fornirci anche il contratto di locazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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