Il Tirreno

Empoli

IL LIBRO/1

Montanelli, grande testimone del ‘900

L'editore Olschki pubblica gli atti dei convegni tenuti nel 2009

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FUCECCHIO. Il giornalismo, la storia, la narrativa, senza dimenticare il teatro e il cinema. È quanto troviamo nel libro curato da Alberto Malvolti per l'editore Olschki ("Indro Montanelli - il giornalismo, la storia, la narrativa"). Si tratta degli atti dei tre convegni svoltisi nel 2009 (Firenze, Milano e Roma), in occasione del centenario della nascita. Un nome, quello di Montanelli, difficile da accantonare, nonostante siano passati quasi undici anni dalla sua morte (22 luglio 2001). Lo ricordano gli articoli che escono quasi ogni giorno. Eppoi i libri. Ovviamente, diversi i giudizi. Ma tutti concordano sul suo ruolo di testimone del Novecento e sulla qualità della scrittura. «La sua testimonianza – annota Malvolti – è stata destinata a seguire la parabola di un drammatico secolo breve, apertosi con le inquietudini che agitarono gli anni compresi tra le due guerre mondiali e conclusosi con i profondi mutamenti che hanno accompagnato l'inizio del nuovo millennio».

E Paolo Mieli, che lo richiamò al "Corriere della Sera": «C'è stata sempre negli scritti di Montanelli la dimensione della sfida, meglio se solitaria contro molti, un intero ambiente. E meglio ancora se fin dall'inizio, dalle prime righe del primo articolo era chiara la posta in gioco, vale a dire il prezzo che lui, l'autore, avrebbe dovuto pagare in caso di reazione da parte dello sfidato».

Numerosi i nomi invitati a parlarne in piena libertà. Ne rammento alcuni: Marino Biondi, Stefania Stefanelli, Mauro Pratesi, Valerio Castronovo, Sergio Romano, Paolo Occhipinti, Mario Cervi, Marcello Staglieno. (r.c.)

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