Il Tirreno

Empoli

IL LIBRO/2

I ricordi di Marmugi tra campi e paese

Riemergono figure come il Romanello e il capoguardia De Marchi

2 MINUTI DI LETTURA





FUCECCHIO. Rino Marmugi è un falegname in pensione, classe 1940. Origini contadine. La vita passata, in gran parte, nella zona cosiddetta dei Frati, in special modo per la via del Rio, quando era poco più di un viottolo. Ha dato fondo ai ricordi e li ha messi in bell'ordine in un libro - "Fra paese e campagna", pagine 224, senza indicazione di prezzo - che si fa leggere d'un fiato. Per la gente di una certa età è un rivivere un Fucecchio che non c'è più. Riemergono personaggi messi in un cantuccio dalla memoria che, con il passare del tempo, si fa sempre più avara: si limita alle vicende personali ed è, quasi sempre, partigiana. Romanello, il capraio, scorbutico, guai a rivolgergli battute scherzose. Il capoguardia De Marchi, pieno di sé. Beppino Bagnoli, la cui fine è tuttora un mistero. E l'Avviamento, ai piani superiori dell'edificio intitolato a Carlo Landini Marchiani, nel periodo che al piano terra ospitava le Medie, cui s'accedeva per esame dalla quinta elementare. E il convento dei francescani, con padre Domenico, grande e grosso, tante voci sul suo passato, il quale aveva il compito d'andare ad accattare dai contadini. E la guerra. E l'occupazione tedesca, con giorni di paura. E tante altre cose di un tempo che aveva un'altra campagna. Di primavera, come racconta Marmugi, chi si fermava tra la via del Rio e via delle Fornaci, e guardava verso l'orizzonte, «gli si inebriava la vista, gli si rallegrava il cuore e rimaneva incantato, come rapito, in estasi». Il libro s'avvale di un buon numero di illustrazioni, dovute alla mano giovane di Silvia Felice.

Riccardo Cardellicchio

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa