Gioco
La metà dei nuovi contratti di lavoro dura pochi mesi
Nel 2011 gli avviamenti registrati dai centri per l’impiego sono aumentati ma ormai la precarietà è diventata la regola
EMPOLI. Aumentano gli avviamenti al lavoro ma non è un buon segno: più della metà infatti sono contratti a tempo determinato, di pochi mesi se non poche settimane. A dimostrare come il lavoro, anche nell’Empolese Valdelsa e nel resto della provincia, si sia ormai polverizzato sono i dati forniti dai centri per l’impiego. Nel 2011 i contratti registrati in tutta la provincia sono stati 192.545, 4.500 in più rispetto al 2010 nel 2011. Di questi oltre 74mila hanno avuto durata inferiore a un mese e più di 37mila tra uno e quattro mesi (nel 2010 rispettivamente 78mila e 35mila). Come dire che oltre la metà dei contratti registrati l’anno scorso ha avuto durata inferiore ai quattro mesi. Elisa Simoni, assessore al lavoro della Provincia, ha tradotto così: «Significa che sempre più il lavoro, maschile o femminile, è frammentato e polverizzato».
Nel circondario. L’andamento è grosso modo omogeneo in tutto il territorio provinciale. Anche se con alcune peculiarità. Nell’Empolese Valdelsa, i rapporti di lavoro registrati dai Centri per l’impiego sono stati 27.048, 424 in più rispetto all’anno precedente, un incremento percentuale un po’ inferiore a quello rilevato a livello provinciale. Ma qui - e questa è la grande differenza con il dato complessivo - ad aumentare è stato soprattutto il settore manifatturiero, che ha registrato nel 2011 6.691 contratti invece dei 5.685 dell’anno precedente. Gli altri settori hanno registrato perlopiù cali: l’agricoltura da 3.356 a 2.966, le costruzioni da 1.515 a 1.344, alberghi e ristorazione da 2.562 a 2.516, le attività turistiche da 480 a 417. In crescita i contratti nel commercio all’ingrosso e al dettaglio (da 1.931 a 2.021) e nel settore fornitura energia (da 2.596 a 2.847).
Nel resto della provincia. I settori dove a livello provinciale sono cresciuti più posti di lavoro sono: servizi di alloggio e ristorazione (54.797), manifatturiero (23.398), commercio all’ingrosso e al dettaglio.
Le figure più richieste. Relativamente al manifatturiero, le qualifiche con il maggiore numero di avviamenti sono state quelle relative a pelletteria (7.338), metallo (3.222), alimentare (2.104), abbigliamento e pellicceria (2.056). Nel turismo: camerieri, commessi, addetti alla pulizia.
Uomini e donne. Più della metà dei contratti ha riguardato le donne (51%), il 30% persone tra 26 e 34 anni, gli avviamenti che hanno riguardato gli stranieri sono stati 52.867, un punto in più rispetto al 2010.
Precari soprattutto. Il tempo determinato registra 68.946 avviamenti (35,8% del totale), il lavoro interinale 19.836, quello a progetto 17.342, intermittente 9.986 e occasionale 9.838. In tutto sono 116.110 rapporti di lavoro pari al 60,30% del totale.
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