Il dolore
Io, spettatore impotente della violenza su mio figlio
Parla il padre dell’arbitro preso a pugni da un giocatore durante una partita di calcio a Empoli
Una passione comune per arbitrare le partite di calcio resa ancor più forte dall'episodio di sabato nella gara di Terza categoria a Empoli tra Calasanzio e Potente. Artan e Xhoi Sejdini, padre e figlio di origini albanesi, ma a Fucecchio da tanto tempo. Il primo è un arbitro degli amatori Uisp Valdera. Il secondo, invece, è un direttore di gara in forte ascesa nella sezione pontederese dell'Aia, pur essendo minorenne. È lui l'arbitro colpito al volto da un giocatore del Potente, espulso per offese, quando la partita si stava ormai concludendo con il risultato di 2-0 per i padroni di casa. «Ero in tribuna a vedere la partita – spiega Artan, che proviene da Tirana – ed è stato difficile assistere a quella scena senza poter fare nulla per proteggere mio figlio. Da genitore avrei voluto reagire ma mi sono fermato appena in tempo. Ho aspettato che Xhoi mi facesse cenno che fosse tutto a posto e mi sono tranquillizzato. D’altronde, da arbitro, so che certe cose possono succedere». Un brutto epilogo di una partita gestita bene dal giovanissimo "fischietto" che studia al liceo scientifico di Fucecchio e sembra proprio orientato a proseguire la carriera da arbitro: «Credo che abbia la stoffa per fare carriera. E' calmo e pacato nella gestione di una gara, ma anche fermo e deciso».
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