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In duecento a difesa dell’articolo 18

In duecento a difesa dell’articolo 18

Ieri lo sciopero dei metalmeccanici del circondario: «Vogliamo regole e certezze»

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CASTELFIORENTINO. Hanno unito le braccia per due ore, dall'Empolese Valdelsa fino al senese, i dipendenti di molte aziende del settore metalmeccanico, per aderire allo sciopero nazionale promosso dalla Fiom Cgil contro la modifica all'articolo 18, considerato un punto cardine per lo statuto dei lavoratori.

Nell'Empolese Valdelsa il luogo di ritrovo è stato Castelfiorentino, davanti alla Shellbox, mentre nel senese alla Icep e alla Rimor di Poggibonsi. Secondo il sindacato erano più di 200 i dipendenti che si sono collocati in punti strategici, senza interrompere la viabilità, per diffondere un volantino, affinché si possa sensibilizzare anche la comunità sui problemi dei lavoratori. Sul posto erano presenti Stefano Angelini e Giuseppe Scarpa della Fiom Cgil, Massimo Simoncini, Massimo Mulè, Fabio Poli e Simone Garofalo della Rsu Shellbox e Walter Marini della Sicep di Certaldo. Presenti anche dipendenti della Pertici di Certaldo. Sul versante senese presenti i dipendenti della Icep, Toscolamiere, Fonderia Sammartino e Utma, Imor e molte altre aziende.

«Un attacco pazzesco ai diritti dei lavoratori», non usa giri di parole Simoncini, tesserato del Pd, che invita il suo partito «a prendere una posizione chiara affinché non si cancellino anni di battaglie legate ai diritti». Due ore di sciopero, la prima di una lunga serie di iniziative, perché i dipendenti non hanno intenzione di mollare la presa: «Dobbiamo ringraziare le decine di lavoratori che sono scesi in campo per far sentire la propria voce in momenti come questi» conclude Simoncini. A rischio secondo le Rsu ci sono «le basi fondamentali delle tutele del posto di lavoro» che disattendono «lo spirito della Costituzione». Dal reinserimento nel mondo del lavoro fino alla possibilità per un'azienda di poter realizzare un contratto in modo unilaterale, cancellando la cassa integrazione straordinaria: «Vogliamo essere ascoltati, il tavolo che è in corso con il governo punta anche ad eliminare buona parte degli ammortizzatori sociali: l'ennesima mossa di Monti per far cassa con i soldi degli stessi contribuenti» spiega Walter Marini, rappresentante Rsu - Fiom della Sicep di Certaldo: «Non siamo solo qui per solidarietà ma vogliamo rivendicare i nostri diritti, il rischio è quello di tornare ad un epoca ottocentesca, senza certezze e regole».

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