Italia
Sette giorni di moratoria poi da lunedì via alle multe
Automobilisti e ciclisti poco informati sulla rivoluzione del traffico nel Giro task-force dei vigili soprattutto per far rispettare il divieto di pedalare
EMPOLI. C’è chi arriva e con le borse della spesa nel cestino. Chi esce di casa, prende la bici per andare a fare shopping e la “parcheggia” al muro, come ha sempre fatto. C’è chi va alla posta e chi invece pedala verso la scuola del figlio. Tutti rigorosamente in sella, accolgono con sorpresa lo stop imposto dal vigile: «Guardi che da oggi il centro è pedonalizzato. La bici deve essere portata a mano». C’è chi sapeva e ha provato a fare il furbo. Ma in tanti cadono dalle nuvole: «Anche le bici? Ma perché?». E gli agenti spiegano. Quasi tutti accettano senza protestare, seppur con un mix di stupore e smarrimento. Qualcuno contesta o cambia strada. In molti fanno finta di capire e poi risalgono in sella non appena sono spariti dalla visuale della polizia municipale. Il primo giorno di pedonalizzazione del salotto buono di Empoli è stato caratterizzato dalle reazioni al “divieto di pedalare”. Per quel che riguarda gli eventuali problemi dei commercianti, legati al carico e allo scarico delle merci, soltanto oggi si avrà un quadro più chiaro, visto che i negozi ieri erano chiusi.
Task-force. Gli ingressi dell’area pedonale, in via Del Papa e via Ridolfi, vengono presidiati costantemente dai vigili: «In questi primi giorni – spiega il comandante della polizia municipale, Massimo Migliorini – cercheremo di sensibilizzare automobilisti e persone in bicicletta, fornendo loro tutte le informazioni necessarie su cos’è l’area pedonale e su come e quando vi si può entrare. In tutto ci sono costantemente in servizio 6-7 vigili che oltre a fornire informazioni agli ingressi vanno anche in giro per le vie del centro».
Fase due. Questo è il momento dell’informazione, anche per gli automobilisti. Per i quali però è più difficile infrangere i divieti, visto che agli ingressi sono posizionate le transenne. Diverso il discorso per chi va in bici. Chi arriva in sella al varco viene soltanto fermato e invitato a scendere. Ma la moratoria non durerà per molto. Al massimo una settimana. Poi, da lunedì, chi farà il furbetto sarà punito con 79 euro di multa. E presto scatteranno anche i “sequestri delle bici”: è scattato infatti anche il divieto di appoggiare i velocipedi ai muri, ai pali o agli arredi. Ieri ce n’erano a decine, ma almeno per il momento i vigili chiuderanno un occhio, limitandosi a invitare i proprietari a rispettare il regolamento: «Nei prossimi giorni – spiega Migliorini – saranno anche affissi dei volantini nelle aree che storicamente vengono trasformate in parcheggi per le bici», come per esempio l’angolo tra via Ridolfi e via Del Giglio o via San Francesco. Poi da lunedì le bici fuori dalle rastrelliere saranno prese dai vigili e portate al deposito. E per riaverle bisognerà pagare la multa.
C’è chi dice no. Tra i “ciclisti” c’è chi approva e chi no. I contrari puntano l’indice contro la scelta dell’amministrazione comunale di considerare le bici come mezzi pericolosi. «La benzina è alle stelle – sbotta Antonio Lombardi, subito dopo essere stato invitato da una vigilessa a portare la sua bici a mano – e invece di incentivare l’utilizzo dei mezzi che non inquinano, si fanno delle limitazioni. Credo che invece il Comune dovrebbe realizzare delle piste ciclabili in centro, in modo da non penalizzare nessuno: una parte della strada riservata ai pedoni e una alle bici».
Soldi spesi male. Anche Alberto Turiziani non la prende benissimo: «Questo divieto proprio non lo capisco. Così come non condivido che il Comune abbia speso tutti quei soldi (166mila euro, ndr), per panchine e fioriere. Con quei soldi avrebbero dovuto fare altri interventi, ben più importanti e utili per la collettività». Stefania Papa la prende con il sorriso: «Stamani sono entrata pedalando in centro. Poi mi ha beccato un vigile... Mi sembra un provvedimento assurdo, ma mi adeguerò».
Il plauso. Ma c’è anche chi – pur utilizzando abitualmente la bici per spostarsi in centro – condivide la scelta: «Non mi crea assolutamente alcun problema – spiega Paolo Pallica – sono sempre favorevole alle pedonalizzazione dei centri storici, perché così sono più vivibili. L’ideale sarebbe avere le piste ciclabili a disposizione, ma effettivamente nel giro d’Empoli gli spazi sono troppo limitati per pensare a un progetto di questo tipo. Quindi, va bene così».
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