La protesta
Agguato a Brunetta, spunta l’alibi empolese L’uomo arrestato per la tentata aggressione: le armi le avevo appena usate a un corso di arti marziali
EMPOLI. Si è giustificato con il giudice delle indagini preliminari del tribunale di Firenze dicendo che era di ritorno da un corso di arti marziali, di cui lui stesso è istruttore: ma resta...
EMPOLI. Si è giustificato con il giudice delle indagini preliminari del tribunale di Firenze dicendo che era di ritorno da un corso di arti marziali, di cui lui stesso è istruttore: ma resta ugualmente in carcere Alessandro Giusti, 46 anni, ex guardia giurata che venerdì scorso è andato a un convegno del Pdl a Firenze dove c’era l’ex ministro Renato Brunetta, portando con sé armi nella sala. Il gip Anna Liguori ha convalidato il fermo in carcere deciso dalla Digos e mantenuto inalterata la misura della custodia in carcere ipotizzando il pericolo di reiterazione del reato.
Giusti è accusato di aver portato armi in una riunione pubblica e di importazione illegale di armi ma, ha specificato il suo avvocato Giuseppe Nicolosi, non è accusato di minacce a Brunetta. Secondo quanto riferito dal suo legale, Giusti ha risposto alle domande del gip Liguori raccontando anche di aver salutato, come altri, l’ex ministro Brunetta prima della riunione e di aver preso posto in sala. È qui che, alzandosi, agenti della Digos hanno deciso di controllarlo scoprendo che indosso portava una pistola scacciacani, un piccolo manganello retrattile, una scatola di proiettili e un coltello serramanico.
«Avevo le armi - ha detto - perché ero tornato da Empoli dove la mattina avevo tenuto un corso di Krav Maga», un corso di arti marziali per l’autodifesa personale dove si insegna a combattere corpo a corpo e dove si fanno dimostrazioni anche con armi.
«Sono andato in treno - avrebbe anche detto Giusti al gip - ho portato le armi al convegno non potendo lasciarle in nessun altro posto». Secondo Giusti le armi servivano a dare dimostrazioni pratiche agli allievi del corso.
L’accusa di importazione illegale riguarda invece una carabina e un fucile a pompa trovati nella sua casa a Calenzano: Giusti le ha acquistate nella Repubblica di San Marino. «Ma - dice il suo avvocato Nicolosi - queste ed altre armi sono custodite in un armadio blindato e sono conservate le ricevute di vendita».
L’avvocato Nicolosi ha confermato che Giusti è un simpatizzante di Forza Nuova «ma la passione delle armi è una cosa che inizia e finisce in casa sua: è incensurato, non ha precedenti, la politica non c’entra». Il legale farà ricorso al tribunale del riesame per scarcerare il suo assistito.
Sempre ieri il gip Liguori ha convalidato anche l’arresto in carcere per Andrea Naitana, 66 anni, l’artigiano di Calenzano amico di Giusti che deteneva in casa numerose armi: il gip gli ha poi applicato l’obbligo di firma. In casa aveva un fucile a pompa turco con munizioni di Giusti, tenuto, ha spiegato al gip, per fare una cortesia al conoscente.
Il suo difensore, avvocato Elena Augustin, ha evidenziato che Naitana «era in totale buona fede» e che inoltre ha l’hobby per le armi; peraltro, ha sostenuto l’avvocato, le armi da taglio che gli sono state sequestrate non erano affilate. Inoltre, secondo il legale la particolare pistola a tamburo a otto canne di sparo trovata a Naitana è stata costruita da lui stesso, ma non sarebbe funzionante.
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