La manifestazione
Il virus Guardia di Finanza blocca decine di computer
Anche nell’Empolese Valdelsa sono state segnalate numerose vittime della truffa informatica realizzata simulando il sito delle Fiamme Gialle
EMPOLI. Logo della Guardia di Finanza con tanto di slogan “Insieme per la legalità” e messaggio “Attenzione! E’ stata rivelata un’attività illegale. Il sistema operativo è stata bloccata per una violenza delle leggi della Repubblica Italiana”. È con questa dichiarazione in un italiano a dir poco improbabile che si apre la schermata con la quale si manifesta il virus che sta paralizzando decine di computer nell’Empolese Valdelsa. Gli autori della truffa inducono i malcapitati a credere che il loro computer sia stato bloccato perché da quell’indirizzo Ip, il numero cioè che identifica un dispositivo informatico collegato a una rete, sarebbe stato eseguito un accesso a delle pagine web contenenti «pornografia, pornografia minorile, zoofilia e violenza sui bambini». E poi, come se non bastasse, il messaggio aggiunge che «dalla posta elettronica è stato distribuito dello spam con un senso recondito terroristico».
Una volta apertasi la schermata, per chi è digiuno di informatica e non è in grado di utilizzare la modalità provvisoria, è impossibile accedere a qualsiasi dato o funzione del computer. Tutto ciò che si può vedere è la pagina intestata alla Guardia di Finanza e il contenuto sopra descritto.
Il messaggio ovviamente non si ferma alla denuncia della presunta attività illegale ma prosegue con la richiesta di pagare cento euro per rimuovere il blocco e con la descrizione di un paio di opzioni per quanto riguarda il metodo di pagamento.
Una trappola per certi versi pacchiana ma che qua e là riesce a fare centro. Stando a quanto denunciato alla Polizia Postale e alla Guardia di Finanza, sarebbero già decine le segnalazioni pervenute a questo proposito dal circondario dell’Empolese Valdelsa.
Senza contare i casi - ancora più numerosi - di persone che procedono direttamente alla rimozione del virus o alla formattazione del personal computer utilizzando le istruzioni disponibili sul web o confrontandosi con altri internauti nei molti forum dedicati all’argomento.
Verrebbe da pensare che nessuno potrebbe credere che la Guardia di Finanza agisca così, battendo cassa attraverso il blocco di un computer anziché perseguire chi compie tali reati attraverso i tradizionali canali, ma sarebbe un errore. Non sono pochi, infatti, coloro che hanno preso la cosa sul serio e sono rimasti vittime di questa truffa telematica: sia la polizia postale che la Guardia di Finanza confermano che alcuni non si erano assolutamente resi conto di essere incappati in un virus.
«Un paio di cittadini – ha sottolineato il capitano della Finanza di Empoli Roberto Lauretta – ci hanno chiamato per sapere quando sarebbe stato sbloccato il loro computer dato che loro i cento euro li avevano già versati».
Ovviamente, una volta versata, la somma richiesta dalla falsa pagina della Guardia di Finanza si può considerare irrimediabilmente persa (vedi articolo a fianco). Non solo per la difficoltà di recuperare gli elementi identificativi dei responsabili di questo marchingegno elettronico ma anche perché spesso e volentieri queste operazioni di cosiddetto phishing - ovvero frodi informatiche realizzate appunto con l'invio di email contraffatte finalizzata all'acquisizione di dati riservati - nascono e mantengono come base operativa paesi esteri.
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