Lutto
Stamani gli studenti provano a scavalcare i muri del carcere
Al liceo Pontormo un incontro con gli addetti ai lavori delle case circondariali di Empoli e Sollicciano
EMPOLI. Un incontro sulla condizione carceraria nei due istituti regionali – la casa circondariale femminile di Empoli e Sollicciano – con il progetto scuola-carcere “Oltre i muri” del liceo scientifico Pontormo, più la presentazione del libro “Alice nel paese delle domandine”, che raccoglie i racconti delle detenute di Sollicciano. Tutto questo stamani alle 10, all’auditorium del liceo scientifico e delle scienze umane di via Sanzio a Empoli.
Le domande. «Ma i giovani? Cosa pensano, cosa sanno del carcere? Cosa sanno i giovani italiani della complessità del sistema carcerario e soprattutto, quale rappresentazione hanno del sistema penitenziario e della sua funzione sociale?». Queste le domande che hanno animato la ricerca realizzata recentemente, a livello nazionale, dal Forum Nazionale dei Giovani.
Il programma. Da qui l’incontro-dibattito di oggi. In scaletta gli interventi di Daniela Borghesi (dirigente scolastica), Daniela Lastri, (consigliera regionale), Carlo Pasquinucci, vicesindaco di Empoli, Laura Turini e Ludovico Arte (docenti del Pontormo). Alle 10.30 la presentazione del libro “Alice nel paese delle domandine” e proiezione di un video a cura di Monica Sarsini, curatrice del libro e Chiara Graziati, docente del Pontormo. Seguiranno gli interventi di Franco Corleone (garante dei detenuti del Comune di Firenze), Oreste Cacurri e Gianfranco Politi (carcere di Sollicciano), Antonella Tuoni (direttrice del carcere di Pozzale) e Maria Grazia Grassi (vice commissario di polizia penitenziaria). Quindi il dibattito.
Il progetto. Nel report della ricerca che ha coinvolto un campione di giovani fra i 18 e 34 anni, si legge: «Nonostante la dichiarata poca informazione in loro possesso, gli intervistati si dichiarano favorevoli alle misure che favoriscono processi di inserimento lavorativo e di educazione nelle carceri. I giovani vogliono saperne di più, riconoscono il valore della questione carceraria». Da quì è nato “Oltre i muri” progetto da configurarsi anche come efficace momento di prevenzione di comportamenti “devianti”, messi in atto da parte di adolescenti e giovani, che sembrano talvolta non essere consapevoli del confine tra trasgressione e crimine.
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