La manifestazione
Inps e ambulanti
Il sindacato chiama a raccolta tutti gli addetti del commercio per ribadire la necessità di regolamentare le aperture festive e capire poi quanto e come i lavoratori vengono pagati
EMPOLI. Il sindacato chiama a raccolta tutti gli addetti del commercio per ribadire la necessità di regolamentare le aperture festive e capire poi quanto e come i lavoratori vengono pagati la domenica . L’assemblea, che riguarda oltre cinquemila lavoratori nel circondario, è stata fissata per venerdì alle 21,30 alla casa del popolo di Avane.
La situazione. La Cgil non ha ancora ben chiaro quali siano i risultati del primo mese di liberalizzazione. Da qui la necessità di capire e conoscere le varie situazioni, della grande distribuzione ma soprattutto delle piccole realtà. Dai primi dati, però, emerge che «i consumi si spalmano sulla settimana - spiega Andrea Brunetti, responsabile della Filcams Cgil della zona- se si compra la domenica non si acquista il lunedì o in altri giorni feriali».
Il patto. Per la Cgil non si può fare a meno di alcune certezze. «Noi sosteniamo il patto che era stato sottoscritto nel circondario già per il 2011 con undici domeniche di apertura più quelle previste a dicembre - spiega Andrea Brunetti - anche se questo accordo è naufragato dopo che la grande distribuzione ha deciso di aprire. E per un effetto domino ha portato all’apertura di molti».
La domenica non rende. La Cgil è convinta che le domeniche aperte non siano redditizie. «Anzi - spiega Brunetti - alla fine per reggere i costi della domenica anche la grande distribuzione è costretta ad aumentare i costi. E già qualche catena ci ha sottoposto questo problema». Dunque, dice sempre il sindacato, fregatura per i consumatori e difficoltà per chi lavora. A meno che non ci sia l’interesse a veder la busta paga salire un minimo soprattutto per chi ha bisogno di fare più ore. Questo il caso di chi lavora con contratti part-time. L’assemblea. Per capire quello che avviene la Cgil ha visto la necessità di convocare un’assemblea: per monitorare quanto vengono pagati gli addetti, se viene applicato il riposo compensativo nell’arco della settimana.
E nello stesso tempo l’intenzione della Cgil è quella di sensibilizzare anche i consumatori su questi temi.
«Quello che di certo sappiamo - spiega ancora Brunetti - è che in varie situazione ci hanno segnalato la pratica dell’orario spezzato. Per rimanere sotto le quaranta ore settimanali (e non pagare lo straordinario) i commessi vengono fatti lavorare meno durante i giorni e poi vengono impiegati otto ore la domenica». Per esempio fino alle 11 invece che alle una. Oppure fino alle 18 invece che le 20.
Le ricadute. Per la Cgil, comunque, le aperture domenicali non hanno portato a nuovi assunzioni. «La Coop, sia al centro commerciale che quella a Fucecchio, sta coprendo le due domeniche che al mese rimane aperta con il personale già in organico.
La Conad di Pieve a Ripoli, che apre quattro domeniche su quattro solo la mattina, aveva valutato all’inizio la possibilità di fare assunzioni a dodici ore alla settimana (per il sabato e la domenica in sostanza). Poi invece ha incrementato l’orario al personale che già ha in organico.
In vista di giugno. Tutto questo in attesa che la Corte Costituzionale si pronunci sulle liberalizzazioni.
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