Il Tirreno

Empoli

Consorzio Etruria, inizia la conta si va verso il sì al concordato

di Luciano Menconi
Consorzio Etruria, inizia la conta si va verso il sì al concordato

Nessuna comunicazione ufficiale dal tribunale e dal gruppo cooperativo ma le notizie rimbalzate dal mondo bancario fanno capire che il piano di salvataggio ha ottenuto il via libera dei creditori

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MONTELUPO. Il Consorzio Etruria a un passo dalla salvezza. Nessun annuncio ufficiale ha accompagnato ieri pomeriggio la conta dei voti espressi dai creditori sulla proposta di concordato preventivo presentata dalla cooperativa che ha sede a Villa Salingrosso di Montelupo Fiorentino: nessuna comunicazione da parte del Consorzio e tanto meno da parte del tribunale. Ma le notizie rimbalzate in particolare dal mondo bancario - quello che avendo accumulato la quota maggioritaria dei crediti è decisivo per decretare il verdetto finale - non lasciano spazio a troppi dubbi: il piano di ristrutturazione del debito avallato dal giudice delegato Isabella Mariani avrebbe ottenuto - il condizionale in questo caso è più che altro una forma di cautela retorica - il sì della maggioranza dei creditori, ovvero di coloro che rappresentano la metà più uno del valore del credito maturato nei confronti della cooperativa.

Per leggere la sentenza con cui il tribunale omologherà il concordato bisognerà attendere diversi giorni ancora, ma già oggi - domani al massimo - la conta dei voti iniziata ieri sarà conclusa e il Consorzio Etruria dovrebbe conoscere e quindi rendere noto il risultato finale. E comunque già ieri sera, come detto, il sì poteva essere considerato un fatto acquisito alla luce della posizione assunta dalla parte più importante della ventina di gruppi bancari e assicurativi che insieme detengono oltre il quaranta per cento del totale dei crediti - oltre 380 milioni di euro - con cui deve fare i conti il consorzio.

Perché il concordato possa essere omologato e l'azienda possa riprendere a pieno regime la propria attività, occorre non solo che la maggioranza complessiva dei creditori cosiddetti chirografari (ovvero tutti quelli che non sono privilegiati come i dipendenti) accetti il concordato ma anche che in almeno tre delle quattro classi in cui sono stati divisi questi creditori si ottenga la maggioranza assoluta. Entrambi i quorum - i 192 milioni di euro del debito complessivo e tre classi su quattro - sarebbero stati raggiunti.

Non appena il giudice delegato emetterà la sentenza di omologa di fronte all’assemblea dei creditori che verrà convocata nei prossimi giorni, potrà scattare la fase due del concordato che si definisce di continuità proprio perché finalizzato a mantenere operativa l'azienda: il collegio dei commissari nominati dal tribunale e composto da tre importanti professionisti fiorentini - l'avvocato Massimo Cesaroni e i commercialisti Sandro Quaglietti e Andrea Spignoli - potrà procedere alla vendita delle trecento proprietà immobiliari del Consorzio sparse in tutta Italia e soprattutto della Insoo, società del gruppo Consorzio Etruria che è specializzata nella costruzione di ospedali in tutto il mondo e che vale almeno cinquanta milioni di euro. In questo modo, nel giro di un paio di anni, ai 316 dipendenti verrà pagato il cento per cento delle spettanze dovute mentre ai creditori chirografari (dalle banche ai fornitori) verrà pagato un terzo dei crediti maturati fin qui.

Contemporaneamente nascerà una nuova cooperativa, un ramo nuovo dell’azienda, che liberata da tutti i debiti e gli oneri relativi al concordato potrà ripartire da zero per lavorare a pieno regime, con l'impegno di versare ai creditori non privilegiati il quaranta per cento degli utili che fatturerà nei prossimi cinque anni.

Insomma con il sì al concordato non soltanto si garantisce la sopravvivenza del Consorzio Etruria e dei suoi 316 posti di lavoro ma si consente alle centinaia di piccole imprese - una bella fetta delle quali dell’Empolese Valdelsa - che hanno operato per lui di continuare a incassare qualcosa dalla sua attività.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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