Il Tirreno

Empoli

Contributi per l’affitto una valanga di richieste

di Elisa Bigazzi
Contributi per l’affitto una valanga di richieste

Decine di giovani residenti nel circondario hanno presentato la domanda per usufruire dell’aiuto della Regione per poter andare a vivere da soli

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EMPOLI. Boom di domande per il contributo della Regione sugli affitti rivolto ai giovani. Sono state raccolte 1.300 richieste compilate da un totale di 2.000 ragazzi. Il 3,8% delle domande provengono dall’Empolese Valdelsa.

«Siamo molto contenti del numero raggiunto – spiegano dagli uffici di Giovani Sì, il progetto regionale per l’autonomia dei giovani – non ci aspettavamo di raccogliere così tante domande, considerato soprattutto i due vincoli imposti dal bando: l’età compresa tra 25 e 34 anni (con priorità per la fascia 30-34 anni), e la residenza in Toscana da almeno 5 anni presso il nucleo familiare di origine».

Le richieste di contributo per prendere in affitto una casa nel circondario sono state 49. In testa il comune di Montespertoli, da cui provengono 13 domande; seguono Empoli con 9 e Castelfiorentino con 8. Quindi 6 a Certaldo, 4 a Montelupo, 4 a Fucecchio, 2 a Vinci, 1 a Cerreto, 1 a Montaione e 1 a Gambassi. «La graduatoria del bando, che si è concluso il 31 gennaio – continuano da Giovani Sì – sarà disponibile a fine marzo. Per il momento possiamo dire che saranno fatti in futuro altri bandi per aiutare i giovani che vogliono uscire di casa e formare un proprio nucleo familiare».

Il bando prevedeva un contributo da 1.800 a 4.200 euro all’anno (da un minimo di 150 a un massimo di 350 euro al mese) a seconda delle fasce di reddito e tenendo conto della presenza e del numero di figli. I fondi verranno distribuiti a chi stipula un contratto di affitto, non transitorio, nel territorio toscano, singolarmente o in qualunque forma di convivenza e con priorità per le coppie con figli. La durata massima del finanziamento è tre anni. Il contributo sull’affitto sarà più alto se la fascia di reddito a cui appartiene il giovane o la coppia è più bassa, diminuisce con l’aumentare del reddito. Il contributo inoltre aumenta con il numero di figli.

« Questo primo bando – continuano dall’ufficio Giovani Sì - è un bando sperimentale, pensato per intervenire su quello che è stato reputato al momento il problema più rilevante dei giovani in Toscana». Il progetto è stato pubblicizzato attraverso una campagna di comunicazione che ha previsto numerosi strumenti come il numero verde, il sito web, le mail dedicate, i social network, oltre alla cartellonistica distribuita in tutta la Toscana.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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