Sicurezza
Parte da qui la campagna anti-videopoker
L’assessore Torrigiani primo firmatario della proposta di legge contro il dilagare del gioco d’azzardo
EMPOLI. Una proposta di legge per limitare il dilagare del gioco d'azzardo “targata Empolese Valdelsa” verrá sottoposta giovedí prossimo ad alcuni parlamentari della commissione antimafia. A presentarla saranno l'assessore empolese Filippo Torrigiani e Giuseppe Schena, sindaco di Soliera (Comune del Modenese). Torrigiani è ormai da anni noto per le sue battaglie contro il gioco d'azzardo e recentemente è stato insignito del titolo di cavaliere della Repubblica, proprio per questo suo impegno.
Una proposta, dicevamo, che affonda le sue radici nel nostro territorio. A stilare i cinque punti da sottoporre all'attenzione di Governo e Parlamento sono stati infatti i membri di Avviso Pubblico, associazione presieduta dal sindaco di Certaldo Andrea Campinoti e nella quale Torrigiani svolge un ruolo molto attivo. L'associazione si propone di creare una rete tra gli enti locali per la prevenzione dell'infiltrazione della malavita organizzata che molto spesso utilizza proprio il gioco d'azzardo per prosperare attraverso usura, riciclaggio ed estorsione.
Questi i contenuti della proposta: divieto di attuare qualunque forma di pubblicità del Gioco d’azzardo; obbligo di accensione di slot machine e affini attraverso l’utilizzo della carta magnetica sanitaria (un meccanismo simile a quello dei distributori di sigarette per intendersi, cosí da impedire l'accesso alle macchinette ai minori di 18 anni); destinare lo 0,5% dei proventi dei vari montepremi, compreso il fatturato dato slot machine e simili, alle aziende sanitarie locali per la cura e l’assistenza delle persone affette da dipendenza patologica dal gioco d’azzardo e per la promozione del “Gioco responsabile”.
E ancora: concedere ai sindaci il potere d’ordinanza (come già previsto nel pacchetto sicurezza, attualmente inficiato da una sentenza della Corte Costituzionale) rispetto all’accensione delle slot machine e affini ubicate negli esercizi commerciali e di somministrazione pubblici e privati e infine rafforzare, attraverso l’assunzione di personale, gli organici delle forze dell’ordine e dell'amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, destinando tali figure a controlli maggiori e più capillari.
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