Il dolore
Professionisti e artigiani nel mirino della Finanza
Dopo bar e negozi, ad essere sottoposti a verifiche e controlli serrati saranno i titolari di partita Iva che devono compilare parcelle e fatture
EMPOLI. Dopo gli scontrini, nel mirino della Finanza finiscono parcelle e fatture. Dopo baristi e negozianti, tocca a medici e idraulici, commercialisti e tappezzieri, avvocati e consulenti vari ad essere sottoposti a verifiche e controlli serrati. La stretta del Fisco non dà tregua e nei prossimi mesi - senza ovviamente tralasciare le altre categorie – anche nell’Empolese Valdelsa si concentrerà su artigiani e liberi professionisti, in particolare su quelle categorie dove l’abitudine di proporre al cliente una doppia tariffa -«vuole pagare cento con la fattura oppure ottanta senza?» - è diciamo così meno episodica.
L’input del ministero delle finanze è netto: bisogna agire nei confronti di queste categorie con ancora più decisione e in maniera ancora più capillare di quanto sia stato fatto finora.
Per centrare l’obiettivo - ovvero per incastrare chi in questo modo evade il fisco – il modo operativo della Finanza sarà necessariamente diverso da quello adottato nei confronti dei commercianti. Niente blitz, dunque, niente appostamenti, anche perché spesso il cliente che rinuncia alla fattura per pagare di meno agisce di fatto come un complice dell’evasore e dunque non si può contare su di lui per dimostrare il comportamento illecito. Per scoprire chi è che, utilizzando questo sistema, finisce per nascondere al fisco gran parte del suo reddito i finanzieri lavoreranno sulle banche dati, sui parametri che compongono il redditometro, sulle dichiarazioni fiscali e su tanti altri elementi utili a verificare l’effettiva disponibilità di denaro del soggetto.
Per individuare i soggetti da controllare, sarà comunque molto utile anche la collaborazione dei cittadini. Per questo, come spiegano dal comando provinciale di Firenze, è importante ricordare che chiunque può segnalare casi di cui è stato testimone o comunque di cui è a conoscenza chiamando il 117, numero telefonico di pubblica utilità attraverso il quale si possono attivare interventi controlli immediati da parte della Guardia di Finanza. Il 117 può essere utilizzato per segnalare casi di violazione amministrativa (come appunto il mancato rilascio dello scontrino o della ricevuta fiscale) e appunto di evasione fiscale (come nel caso in cui qualcuno propone di pagare meno ma senza emettere fattura).
Dall’inizio dell’anno al 117 della sala operativa di Firenze - a cui giungono anche le telefonate fatte dall’Empolese Valdelsa - sono già arrivate una dozzina di segnalazioni di questo tipo riguardanti perlopiù liberi professionisti, a seguito delle quali sono state avviate le procedure di controllo: un numero di segnalazioni che rappresenta più del dieci per cento del totale di quelle arrivate al 117 in questi due mesi, circa un quinto di quelle che invece facevano riferimento a esercizi commerciali che si erano “dimenticati” di battere lo scontrino.
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