Sicurezza
Più di mille appartamenti sfitti per paura della crisi e i prezzi alti
I proprietari chiedono sempre più garanzie prima di firmare un contratto con gli inquilini sono in costante in aumento gli sfratti per morosità ma anche i casi di morosità contestata
EMPOLI. Sono oltre mille gli appartamenti sfitti nell’Empolese Valdelsa. Il dato è del Sunia, il sindacato nazionale degli inquilini Cgil, che ha effettuato un’indagine ad hoc negli undici comuni del circondario. «La questione affitti – spiega Franco Belli, segretario empolese del Sunia – rappresenta un grosso problema. Non è facile invitare i privati ad affittare i loro appartamenti perché da una parte manca la sicurezza di riscuotere il canone ogni mese, dall’altra la tassazione sui contratti d’affitto è piuttosto alta».
I timori dei proprietari. Trovare l’inquilino ideale – come confermano le agenzie immobiliari – è diventata un’impresa ardua. «I proprietari sono diventati sempre più timorosi ed esigenti – spiega Elena Sanna, collaboratrice dell’agenzia Solo Affitti di via Lavagnini – non mancano i casi in cui si richiede la stipula di un’assicurazione finanziaria per poter prendere in affitto l’immobile, oltre naturalmente alla presenza di almeno due buste paga e di contratti di lavoro a tempo indeterminato».
Dipendenti e autonomi. La tendenza è anche quella di “scartare” professionisti che lavorano autonomamente, in quanto si ritiene che siano più affidabili i dipendenti delle medie e grandi aziende. «Se da una parte però si tende a dire no ai liberi professionisti – prosegue Elena Sanna – dall’altra le buste paghe dei dipendenti sono considerate troppo basse per avere la certezza della riscossione mensile del canone, soprattutto se si tratta di ragazzi giovani alle prime esperienze lavorative». Un problema non indifferente questo, se si considera che una larga fetta dei possibili inquilini è rappresentata dalle giovani coppie che optano per l’affitto, o perché vogliono sperimentare la convivenza o perché la banca rifiuta la concessione del mutuo per un eventuale acquisto di beni immobili.
Morosità in crescita. «Fra i problemi che si trovano ad affrontare i piccoli proprietari – spiega ancora Belli - c’è anche l’incertezza di rientrare in possesso in breve termine dell’immobile dato in affitto. Sono infatti in aumento gli sfratti per morosità e la morosità contestata è sempre più alta».
Affitti troppo cari. Il costo degli affitti negli ultimi due anni, nonostante la crisi del mercato immobiliare, come dicono le agenzie empolesi, è diminuito mediamente solo di 50 euro, anche se non esiste proporzione fra il canone mensile per un appartamento mono/bilocale e quello per un immobile con tre/quattro camere da letto. «In questo momento – spiega Melania Giacomelli del Centro Affitti in via Ridolfi – ho in attivo circa un centinaio di appartamenti da affittare su Empoli e zone limitrofe. Gli immobili, che nella maggior parte dei casi sono arredati, hanno un costo di 450/500 euro per un monolocale, 550/600 euro per un bilocale, 600/700 per un appartamento di tre/quattro vanni, 800 euro per appartamenti più grandi».
Come battere la crisi. Ma che cosa si potrebbe fare per favorire il mercato degli affitti e rispondere all’esigenza sempre in crescita di chi richiede case in affitto? «L’unica soluzione per fare fronte a una problematica così vasta e complessa – conclude Franco Belli del Sunia – è di diminuire da una parte il costo dei canoni richiesti dai privati, in modo da favorire i potenziali inquilini, dall’altra è necessario però diminuire anche gli oneri fiscali sui proprietari degli immobili affittati. L’introduzione della cedolare secca a partire dal 2011, ha rappresentato, infatti, un vantaggio soltanto per i proprietari di più di un immobile».
Tassazione troppa alta. La cedolare secca è un’imposta sostitutiva, che tassa il reddito derivante da locazioni ad uso abitativo. La tassazione su questi redditi avviene in una maniera prefissata, prescindendo dal possesso di altri eventuali redditi (ad esempio pensione, stipendio, redditi di lavoro autonomo). Il sistema consente di togliere i redditi da locazione dall'ordinario prelievo irpef per assoggettarlo ad un'imposta secca .
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