Sicurezza
Senza cibo, né riposo ecco i giovani schiavi della vita virtuale
Combattono la solitudine con internet e i videogames L’esperto: «I genitori si fidano troppo delle tecnologie»
FUCECCHIO
Ragazzi che non mangiano né dormono, ragazzi che smettono di studiare, ragazzi che perdono i rapporti con gli amici e con la famiglia: tutto questo a causa di computer e videogames.
I soggetti a rischio. Nel nuovo millennio infatti è nata una nuova dipendenza, quella da videogames ed internet. A soffrirne sono soprattutto i più giovani anche se gli adulti non ne sono certo immuni. A raccontarlo è il professor Antonio De Angeli, psicologo e docente presso l'università degli studi di Siena, intervenuto nella sede del Centro Praesidium Culturae di Fucecchio. Nel corso del suo intervento De Angeli ha dipinto un quadro a tinte forti, che raffigura un disagio che tocca sempre più ragazzini, anche nel circondario. E ha dato consigli e risposto alle domande di genitori preoccupati e spesso disorientati quando si parla di nuove tecnologie. Ed è sicuramente questo un gap da colmare se si vuole continuare ad avere un accesso privilegiato alla vita dei propri figli.
Nuovi schiavi. «I videogames – sottolinea De Angeli – così come le mille applicazioni di internet possono rendere un ragazzino schiavo di queste tecnologie, facendogli perdere il rapporto con la realtà. Succede infatti che l'utente si crei un'identità virtuale, una sorta di “Io ideale” con cui si mascherano le proprie insicurezze. Il problema sopraggiunge quando questo io ideale e virtuale sostituisce l'Io reale, con il risultato devastante di smarrire il contatto con la vita reale». Stiamo parlando di un problema che investe molte famiglie anche sul nostro territorio.
I genitori. Ne sono direttamente coinvolti anche se spesso non se ne accorgono, come precisa De Angeli: «I genitori, così come gli educatori, conoscono solo superficialmente le nuove tecnologie. Finiscono quindi per fidarsi dei figli che quelle tecnologie sanno utilizzare. Ma vi è una grossa differenza tra il saper utilizzare una tecnologia e tra il conoscere le conseguenze nefaste che un abuso di quelle tecnologie può comportare».
I numeri. Secondo De Angeli quindi anche i genitori e gli adulti in genere hanno delle responsabilità nei problemi dei figli. Ma torniamo al problema della dipendenza: il 19% dei messaggi che un minorenne riceve sono di contenuto erotico e provengono da persone conosciute in internet; il 54% dei genitori non sa cosa fanno i figli su internet; inoltre il 10% delle famiglie dichiara di conoscere qualcuno malato di videogames. Infine un ragazzo su quattro trascorre almeno 3 ore al giorno davanti ai videogames. I dati quindi sono molto chiari e fotografano una situazione che inizia ad essere allarmante anche nell’Empolese Valdelsa. Oltre alla dipendenza da droga, alcool, sesso e gioco d'azzardo oggi sta prendendo campo un altro tipo di dipendenza: quella dai videogames e da internet. E a farne le spese sono i soggetti più indifesi: ragazzi e bambini.
Il caso. Ma i ventenni sono tutt’altro che immuni: «Una coppia di genitori è venuta da me – racconta De Angeli – perché non capivano come mai il loro figlio non riusciva a dare neanche un esame all’università. Insieme lo abbiamo scoperto: se ne stava chiuso in camera tutto il giorno, ma non a studiare, bensì a giocare ai videogames. Ne era diventato schiavo al punto che non usciva dalla stanza neanche per mangiare».
I motivi. «C'è soprattutto la solitudine – continua De Angeli – alla base di queste situazioni. Chi ad esempio passa ore davanti a siti dal contenuto pornografico lo fa perché ha delle mancanze a livello sessuale, si sente insicuro. I bambini che invece si fossilizzano sui videogiochi lo fanno spesso perché non sanno con chi giocare. Il videogioco e internet finiscono quindi per tappare delle falle. La dipendenza nasce quando il rapporto col computer diventa una vera e propria relazione. Si investono verso il pc tramite videogiochi o pornografia online, quelle emozioni che materialmente si hanno verso altri esseri umani. E le conseguenze della dipendenza possono essere drammatiche: malnutrizione, embolia da stasi, coma e addirittura morte».
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