Attenzione
Scomparso a 89 anni Giovanni Lombardi docente e giornalista
Per venti anni è stato direttore del teatro Shalom fu consigliere comunale e assessore nella giunta Assirelli
EMPOLI
«Spesso mi emoziono quando mi sento chiamare e ringraziare dai tanti che sono passati dal mio studio; continuo a ricevere note, lettere, auguri e sincere strette di mano che mi sono di gradito conforto mentre medito sul balcone dei miei ottant’anni». Era davvero così come amava descriversi Giovanni Lombardi, pur avvezzo ad incontrare grandi personalità, amico di potenti, uomo di cultura che avrebbe messo in soggezione chiunque solo se avesse voluto. Era così, un grande semplice uomo che non ha mai abbandonato un tratto distintivo di umiltà che lo rendeva un vero signore. Ovunque e con chiunque.
Chi lo ha conosciuto sa di cosa parliamo, chi non ha avuto questa fortuna lo ha sentito raccontare. Se n’è andato in questo modo il professore, in punta di piedi, con l’eleganza del sapere che lo contraddistingueva, nella notte fra il 26 ed il 27 febbraio; avrebbe compiuto 89 anni il prossimo 14 maggio. Decine di giovani empolesi sono passati dal suo studio per ascoltare i suoi consigli in vista della preparazione di concorsi per l’insegnamento, così come accadeva per la preparazione delle tesi di laurea; era il suo modo per mantenersi sempre giovane, a contatto con un mondo giovanile che amava, stimolato di continuo da nuovi contatti, da nuovi saperi e conoscenze. E il teatro, l’amore per Pirandello, iniziato da una folgorante rappresentazione dell’Enrico IV al quale il professore aveva assistito all’età di sedici anni a Firenze; e l’amore per la cultura in genere.
Ricordiamo con piacere le sue visite da attento osservatore nei luoghi più vivi della cultura cittadina, i suoi consigli, le sue considerazioni. Mai fuori dalle righe. Poi il capitolo politico, nel quale si definiva lusingato per l’impegno e deluso per i risultati, non rinnegando niente di quanto aveva fatto e di ciò in cui era stato portato a credere. «Sono passato – affermava sorridendo – dall’indottrinamento della scuola fascista alla speranza avveniristica del nuovo mondo socialista, dalla fiducia nella conquistata prassi democratica allo sfilacciamento di ideali e di partiti, dal crollo dei miti al desolante teatrino bottegaio che rischia di portarci nella melma snaturante e irrazionale». L’impegno nella sinistra, segnato dai fatti di Ungheria e di Cecoslovacchia che lo portarono a tornare all’attività di insegnante «per – sono parole sue – assicurarsi la libertà di scelta e di pensiero». Fu consigliere comunale, nelle liste del Pci, dal 1951 al 1960, e dal 1964 al 1970 fu ancora consigliere oltre che assessore supplente. Lombardi poi è stato uno dei protagonisti del premio letterario Pozzale Luigi Russo fin dalla sua fondazione: fece parte del comitato organizzatore dal 1948 al 1953 e fu segretario della giuria dal 1957 al 1968. Ma queste pagine non basterebbero per tratteggiarne una biografia completa.
Commosso il ricordo del sindaco di Empoli: «Abbiamo avuto la fortuna che negli ultimi anni Giovanni abbia sentito il bisogno, quasi l’urgenza, di lasciare la sua eredità intellettuale, fatta di esperienze e di legami intrecciati nel tempo con tanti soggetti diversi nella sua Empoli, nei libri Agenda d'incontri, Dal balcone dei miei ottant'anni, Teatro che passione».
I funerali si svolgeranno oggi nella chiesa della Madonnina del Grappa alle 14 e 30. Poi, l’ultimo viaggio, per il riposo eterno nel cimitero della Misericordia. Tantissime le personalità che hanno voluto ricordarlo con un aneddoto o un saluto. Noi vogliamo ricordarlo con alcune delle sue parole più belle: «Ho raccolto, con certosina pazienza, le briciole rimaste in piccole nicchie memoriali, confortato dal filosofo del Cielo, Agostino, secondo il quale il tempo, paragonato ad una guizzante anguilla, pur fuggendo, produce un’esistenza oggettiva rappresentata dalla memoria spesso ignorata o respinta perché portatrice di pagine amare, di inquietudini, di sofferenze, ma anche di piccole perle di una pur fittizia felicità». Arrivederci professore, ci mancherà tanto.
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