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Nerone fa scattare la trappola

Nerone fa scattare la trappola

Cane antidroga dei carabinieri fiuta la cocaina nel soffitto del bagno di un bar. Arrestato il titolare

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SANTA CROCE La droga era nascosta nell’intercapedine del soffitto della stanza da bagno di un esercizio pubblico (bar-punto ristoro) gestito da un turco che da alcuni anni risiede a Santa Croce. In teoria quello doveva essere un ottimo nascondiglio per la cocaina, già divisa in dosi, pronta per essere venduta probabilmente a clienti che erano a conoscenza della seconda attività del titolare del locale. Quando i carabinieri della compagnia di San Miniato, nel corso di un controllo che ha interessato anche altri esercizi pubblici, sono arrivati insieme al cane Nerone del gruppo cinofili di Pisa, la caccia al nascondiglio è durata solo pochi minuti.

Il cane infatti ha fiutato subito le tracce della sostanza stupefacente dando così la possibilità ai militari intervenuti di estendere la perquisizione a tutto il locale e in maniera più dettagliata nella stanza da bagno dove il cane aveva segnalato qualcosa di anomalo. Questo ha permesso di “scovare” la droga: 25 dosi di cocaina, in tutto circa 17 grammi. Sono inoltre stati sequestrati altri quattro grammi di hashish. Il controllo è stato effettuato nei giorni scorsi, nell’ambito di un servizio che la compagnia di San Miniato ha organizzato in varie attività commerciali nel tentativo di ridurre il mercato dello spaccio di sostanze stupefacenti, a cui si avvicinano peraltro molti giovani. In particolare, sono stati controllati due kebab, uno nel centro storico di Santa Croce e uno nelle immediate vicinanze. Nell’esercizio pubblico, gestito dal turco del quale si sospettavano attività illecite, è stato utilizzato anche il cane addestrato per essere impiegato nei servizi antidroga.

Difficile nascondere le sostanze vietate al fiuto di Nerone, che ha svolto egregiamente il suo lavoro mettendo in un mare di guai il titolare dell’attività commerciale, finito in manette con l’accusa di spaccio. Difficile per lui giustificare la presenza della cocaina nell’intercapedine del soffitto del bagno. E proprio in questa stanza forse venivano vendute le dosi, lontano da occhi indiscreti. Anche se è probabile che gli acquirenti sapessero bene dove poter acquistare la cocaina. E la clientela del locale poteva far pensare a un giro strano di persone in qualche modo vicine ad ambienti della tossicodipendenza. L’immigrato arrestato, almeno inizialmente, non ha saputo dire come la droga era finita all’interno del soffitto. È stato trasferito in cercare per essere interrogato.

La compagnia dei carabinieri ha spiegato che controlli simili saranno ripetuti anche nelle prossime settimane tenendo come riferimento i luoghi frequentati in particolare da giovani, anche se il consumo della cocaina riguarda non solo i giovani. Del controllo è stata informata anche l’amministrazione comunale, ma al momento non sono previsti provvedimenti di carattere amministrativo nei confronti dell’esercizio pubblico frequentato in larga parte da extracomunitari. La presenza di numerose pattuglie dell’Arma e dell’unità cinofila non era passata inosservata. Sabrina Chiellini ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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