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S. Pietro Igneo unisce Fucecchio e Montenero
FUCECCHIO Un tempo, la città di Fucecchio era collegata idealmente con Montenero, in nome di San Pietro Igneo. Il santuario, famoso per la Madonna, è condotto dai vallombrosani. Non pochi l'hanno...
FUCECCHIO
Un tempo, la città di Fucecchio era collegata idealmente con Montenero, in nome di San Pietro Igneo. Il santuario, famoso per la Madonna, è condotto dai vallombrosani. Non pochi l'hanno scoperto in occasione della sistemazione, nell'apposita galleria, del nuovo stemma del Comune, lavoro artistico dei Taccini. Pietro Aldobrandini, nato nel 1010 a Firenze, in un famiglia nobile, è ricordato per la prova del fuoco (ordalia: giudizio di Dio) da lui superata con successo (da qui Igneo), nel monastero di Settimo, nel 1068, per smascherare Mezzabarba, reo d'avere acquistato il titolo di vescovo di Firenze. Lo stesso anno, l'Aldobrandini, già in odore di santità, arrivò a Fucecchio, nominato abate del monastero di San Salvatore, allora competenza dei vallombrosani. Vi rimase fino al 1072. Lasciò Fucecchio per diventare vescovo d'Albano e cardinale. Si racconta che Fucecchio gli rimanesse del cuore e a lui si dovrebbe il privilegio del "Nullius Diocesis" (nessuna diocesi), che permetterà, alla Chiesa di Fucecchio, di dipendere direttamente dalla Santa Sede – dal 1085 fino al Seicento, cioè fino alla nascita della diocesi di San Miniato.
In un angolo del museo civico, tra paramenti sacri di pregio, si notano il pastorale e la mitria, a lui attribuiti e, in passato, esposti – come reliquie – alla pubblica venerazione, l'8 febbraio di ogni anno, giorno della sua festa: lo stesso della sua morte, avvenuta nel 1088. Festa abbandonata senza un motivo apparente, il ricordo del santo affidato all'intitolazione dell'ospedale, ora centro d'ortopedia protesica.
Riccardo Cardellicchio
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