Il Tirreno

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LE STORIE

Gli ospedali lungo la via Francigena

Il mistero dell'edificio posto nei pressi del ponte di Bonfiglio

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FUCECCHIO

Lo si vede bene, sul poggetto, poco fuori di Galleno, in località la Rustica.

È un edifico bianco, ben tenuto. Lo storico, alla domanda che c’è?, risponde che cos’era in antico. Era lo spedale (od ospitale) delle Cerbaie, piazzato lungo la via Francigena, o Romea, e non lontano dal rio Rimoro, conosciuto in passato anche come Rivo Torbido.

In sostanza, era uno dei numerosi spedali esistenti, nel Medioevo, sul territorio di Fucecchio, quando i pellegrini erano numerosi, diretti a Roma o da Roma provenienti.

Prima d'arrivare a Fucecchio, ce n'erano altri. A Torre, in località Casore.

Più conosciuto quello di Cappiano, voluto e gestito dai Cavalieri del Tau d'Altopascio. Il terzo, detto di Rosaia (nei pressi dei Seccatoi, in via di Burello), forse era il più antico.

La sua nascita risalirebbe a prima del 1060, per volere del conte Bulgaro dei Cadolingi.

In Fucecchio, il pellegrino e il povero potevano trovare conforto in altri due. Sul Poggio Salamartano, ecco lo spedale di Santa Maria, non lontano dalla pieve di San Giovanni, costruita nel 1088. Il secondo (dedicato a Santa Margherita) era in fondo a via Donateschi, nel vicolo chiamato dello Spedalino.

Fondatore l'arcivescovo Ruffino. Superato Fucecchio, si trovava l'ultimo spedale: quello del ponte di Bonfiglio, la cui localizzazione rimane un mistero. (r.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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