Attenzione
Un viaggio con 79 soste per lanciare il turismo
Una storia ormai millenaria, quella della via Francigena, la via maestra che in passato veniva utilizzata da migliaia di pellegrini provenienti dal Nord Europa per raggiungere Roma
CASTELFIORENTINO. Una storia ormai millenaria, quella della via Francigena, la via maestra che in passato veniva utilizzata da migliaia di pellegrini provenienti dal Nord Europa per raggiungere Roma, capitale della cristianità. Una strada la cui vicenda è stata riscoperta in epoca relativamente recente, intorno alla metà degli anni Novanta, diventando rapidamente – nel giro di pochi anni – un itinerario turistico culturale di grande interesse, storico e artistico.
Su questo tema verte il volume di Luciano Giomi "Un'avventura di mille anni fa. Da Roma a Canterbury", a cura del Gruppo Storico Castelvecchio che sarà presentato all'Istituto Superiore "F. Enriques" di Castelfiorentino domani alle ore 10.30. Interverranno il dirigente scolastico Patrizia Paperetti, il presidente della Banca di Credito Cooperativo di Cambiano, Paolo Regini, il dirigente regionale Giovanni D'Agliano (responsabile per i Progetti Integrati di Sviluppo Turistico), il coordinatore regionale dell'Associazione Vie Francigene, Mario Lupi e Francesco Bosio, direttore generale della Cambiano. Coordinerà i lavori Claudia Firenze, vicesindaco del Comune di Castelfiorentino. Realizzata grazie al contributo della Bcc, la pubblicazione raccoglie una descrizione dettagliata delle 79 "soste" effettuate da Sigerico nel 990 d.c., con riferimenti cartografici, numerose foto e un'attenzione particolare alle soste disseminate in Valdelsa, nella quale viene opportunamente distinto il tracciato collinare (quello appunto descritto da Sigerico) da quello ubicato nel fondovalle.
«La Via Francigena – sottolinea il vicesindaco Claudia Firenze – è sempre stata oggetto di grande attenzione e impegno da parte del Comune, della quale ha saputo cogliere le potenzialità per la promozione turistica del nostro territorio, grazie anche alla feconda collaborazione con le associazioni e il nostro polo scolastico, in particolare l'Enriques con cui abbiamo realizzato numerose iniziative. Il lavoro di Luciano Giomi va a impreziosire quel patrimonio di ricerche e di conoscenze che abbiamo acquisito in questi anni».
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