Lutto
Ragazza ferita da un gavettone i genitori fanno causa al Checchi
Appena uscita dalla scuola era stata colpita da un getto di acqua mescolata a soda caustica che le ha provocato gravi ustioni. Per i familiari l’istituto è responsabile e deve risarcirla
FUCECCHIO. Uno stupido scherzo, un’azione vigliacca, un vero e proprio atto criminale. È perfino difficile definire il gesto di ignoti - perché a distanza di due anni e mezzo non si sono scoperti i responsabili - che l'ultimo giorno di scuola del 2009 ha ferito gravemente una ragazza fucecchiese colpendola con un gavettone d' acqua misto a una sostanza caustica. È successo il 13 giugno 2009 - così ricorda la studentessa - presso il parcheggio della sede distaccata dell'Istituto Checchi di Fucecchio in via Padre Checchi, dove è presente un plesso con le classi dell'Igea e del liceo scientifico.Adesso i genitori della ragazza, all’epoca quindicenne, hanno deciso di fare causa alla scuola.
Partiamo da quello che successe quella mattina. La ragazza racconta che si stava allontanando dall’istituto perché non aveva intenzione di partecipare al rito dei gavettoni di fine anno. Vicino al cancello esterno del parcheggio della scuola viene colpita sulla schiena da un getto d'acqua lanciato tramite una pistola di plastica. Sul momento la ragazza percepisce una sensazione strana ma non immagina nemmeno lontanamente quel che le succederà da lì a poco. Nel giro di poche ore il dolore diventa atroce. Si toglie i vestiti e con terrore scorge delle ustioni profonde sul suo corpo. Il giorno dopo la ragazza per il dolore sviene, la madre la porta al Pronto soccorso di Empoli. La diagnosi dei medici: ustioni di secondo grado sul 20/30% del corpo e ustioni di terzo grado sul 10 per cento dovute al contatto con materiale di tipo caustico, presumibilmente soda caustica.
La giovane viene trasferita al Meyer dove resterà ricoverata per 3 giorni. Per più di un anno dovrà seguire un regime di cure che la porteranno costantemente al Meyer per effettuare medicazioni e bendaggi. Nel giugno 2011 il responso definitivo: i medici dichiarano che le ferite si sono richiuse e che quindi più di questo non si può fare. Le cicatrici quindi rimangono.
Questo scherzo costa alla ragazzina un 15% d'invalidità e una vita che non sarà più la stessa: il mare, ad esempio, per lei diventa quasi un'utopia visto che il sole con i suoi raggi rischia di danneggiarla ulteriormente.
E al danno si aggiunge la beffa: a tutt'oggi ancora non si sa chi sia il colpevole, se sia stato uno studente del Checchi o qualcuno giunto lì per partecipare al lancio dei gavettoni. Non si sa nemmeno se si possa parlare di dolo o colpa, cioè se il serbatoio della pistola ad acqua sia stato riempito volontariamente con materiale caustico o se il colpevole ignorasse quello che stava per fare. La soda caustica infatti, quando viene a contatto con i vestiti, diventa altamente corrosiva mentre non lo è se colpisce direttamente l'epidermide. La ragazzina, che quel giorno indossava una maglietta, riporta proprio sulla schiena e sulla zona lombare i danni maggiori. Gli schizzi che le hanno colpito le gambe, invece, dove non aveva niente a coprirla, le hanno fatto poco o niente.
La denuncia penale fatta dai genitori è caduta nel vuoto per mancanza di prove, le indagini svolte non hanno portato a niente. Quel giorno le telecamere della scuola non funzionavano e comunque non coprivano l'area del parcheggio. Dopo l'archiviazione del caso a livello penale, i genitori hanno deciso adesso di citare in giudizio la scuola o più propriamente il Ministero dell'Istruzione perché secondo loro responsabile dei fatti. A perorare la loro causa sarà l'avvocato Francesco Del Gronchio di Fucecchio che prospetta una responsabilità oggettiva da parte dell'istituto: in poche parole la scuola sarebbe corresponsabile dei danni subiti dalla studentessa perché i fatti - è l’argomento chiave della tesi sostenuta dal legale - sarebbero avvenuti all'interno del perimetro dell’istituto.
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