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Empoli

Il prof arrestato per la droga: «È una trappola contro di me»

di Lucia Aterini
Il prof arrestato per la droga: «È una trappola contro di me»

L’avvocato difensore: «Il mio assistito nega ogni addebito, questa è una vicenda molto strana» Intanto dopo l’udienza di convalida in tribunale all’insegnante sono stati concessi i domiciliari

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CASTELFIORENTINO. Caduto in una trappola preparata contro di lui senza, però, capirne il motivo. Il professore arrestato con la droga, poco prima di entrare all’istituto Enriques, ha ribadito ieri la sua innocenza nell’udienza di convalida. «Questa roba non è mia e non so chi possa averla messa nel faro della mia macchina». Così ha detto Giuseppe Ferrucci, 42 anni, insegnante di laboratorio sala e vendita, dall’altro pomeriggio nel carcere di Sollicciano, a Firenze. Poco prima i carabinieri, dopo aver ricevuto una telefonata anonima, avevano fermato l’insegnante di fronte all’istituto. E, appunto dentro il fanale posteriore della sua Bmw, avevano trovato cinque grammi di cocaina già suddivisa in dosi da un grammo e 45 grammi di marijuana. Da qui l’arresto per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

Anche il suo avvocato, Michele Cortazzo di Colle Valdelsa, parla di circostanze poco chiare. «Il mio assistito nega con fermezza qualsiasi addebito - spiega poco dopo l’udienza - la vicenda in cui si è trovato a essere protagonista è alquanto strana. E infatti le indagini sono solo all’inizio e meritano un approfondimento. A quanto sappiamo, c’è solo il riscontro della telefonata anonima, a casa dell’insegnante non è stato trovato niente. E lui non ha nessun precedente penale». E’ vero, però, che i carabinieri della stazione si erano mossi da alcuni giorni in seguito a delle segnalazioni sulla droga nella scuola e persone che la potevano spacciare. E il giorno prima, sempre all’Enriques, sono stati fermati due ragazzi che avevano sostanze stupefacenti.

«Ci sono delle circostanze - va avanti l’avvocato senza però entrare nel merito - che possono portare a conclusioni opposte rispetto a quelle tratte con l’ arresto del mio assistito».

Dunque una specie di trappola sarebbe scattata contro l’insegnante. Ma per quale motivo? «Questo se lo sta chiedendo anche Ferrucci - va avanti l’avvocato - non riesce ad abbinare il ritrovamento a qualcuno o qualcosa che può avere l’interesse di screditare la sua immagine «Non ho dubbi rispetto alla sua estraneità ai fatti - riprende l’avvocato Cortazzo - Ferrucci ha sempre avuto una condotta impeccabile, è una persona semplice, onesta e tranquilla».

Che ci siamo aspetti oscuri in questa vicenda ne sono convinti anche i colleghi di Ferrucci. «Questa è una storia assurda» è il commento della maggior parte di quelli che lo conoscono. «Un collega tranquillo, una persona mite che lavora molto bene».

Intanto ieri è apparso uno striscione contro la droga all’istituto Enriques.

«Psss Noi spacciamo idee, lascia stare quella merda!». Questa la frase scritta su uno striscione posto dagli studenti dell'associazione culturale La Fenice, nel corso della notte, all'ingresso dell’Enriques. «L'ambiente scolastico è diventato terreno di caccia per i venditori di morte- dice Cosimo Pisoni, responsabile delle scuole della Valdelsa per gli studenti de la Fenice -. E' inquietante pensare che, anche coloro che dovrebbero istruire, sono complici di promuovere questa piaga sociale che distrugge e lobotomizza le menti dei giovani. Fare uso di cannabis non rende ribelli solo perchè la legge lo vieta, anzi, omologa alla massa, omologa a tutti quei tossici, troppo impegnati a ricercare dosi per avere il coraggio di occupare piazze, scuole,strade e gridare a gran voce l' indignazione verso questo sistema che ci nega un futuro, ci vuole schiavi del consumo, ignoranti, privi di stimoli».

Da qui l'appello degli studenti de La Fenice: «Non gettate la vita tra le mani di chi vi vuole male, non gettatevi nelle braccia di chi sta cercando di togliervi il futuro». Per il professore, intanto, dopo la convalida dell’arresto è stata disposta la misura degli arresti domiciliari.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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