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Nuovo balzello alla pompa i benzinai contro le banche

Nuovo balzello alla pompa i benzinai contro le banche

Il governo ha reintrodotto le commissioni sui pagamenti con le carte elettroniche Confesercenti: «Ci costa 420mila euro e ai cittadini fino a 80 euro all’anno»

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EMPOLI

«Il dietrofront di Monti sui pagamenti con la carta elettronica è una stangata da 420mila euro all’anno. Ai quali bisogna aggiungere i costi che dovranno sobbarcarsi i clienti». I gestori delle pompe di carburanti dell’Empolese Valdelsa sono sul piede di guerra per la reintroduzione del pagamento delle transazioni elettroniche. E la Faib Confesercenti, guidata da Romano Tinti, fa scattare la mobilitazione.

Il problema. Il decreto Salva Italia aveva introdotto la gratuità per l’uso di bancomat e carte di credito al distributore. Una bella notizia per i gestori, ma anche per i consumatori, che secondo i calcoli di Confesercenti – considerando che ogni pagamento con la carta elettronica costa 77 centesimi – avrebbero risparmiato fino a 80 euro all’anno. Per non parlare dei gestori: «In media – spiega Tinti – ognuno dei 70 impianti della nostra zona spende 500 euro al mese di commissione: significa complessivamente 35mila euro al mese».

Il dietrofront. Ma la novità è durata meno di trenta giorni. Con il successivo decreto Cresci Italia, Monti ha “congelato” il precedente provvedimento, ripristinando le commissioni sui pagamenti con bancomat e carte di credito.

Il ricatto. «Durante il mese di gennaio – spiega ancora Tinti – periodo in cui le commissioni erano gratuite, alcune banche avevano inviato una lettera ai gestori annunciando l’interruzione del servizio: in pratica, di fronte al fatto che non guadagnavano più sulle commissioni, avrebbero disattivato il terminale Pos proponendo nuovi accordi molto più svantaggiosi e insostenibili per la categoria, con canoni fissi sul numero delle transazioni. Con il nuovo decreto gli stessi istituti hanno inviato una nuova lettera che annullava la precedente».

La minaccia. Se non cambieranno le cose, i gestori degli impianti di carburanti saranno «costretti a non accettare più la moneta elettronica e a chiedere soltanto i contanti, togliendo un servizio utile ai cittadini».

Sicurezza. Non è solo una questione di soldi. La gratuità dei pagamenti elettronici garantisce la tracciabilità e riduce il contante: «La nostra è una categoria a rischio per furti e rapine. Incentivando i pagamenti con le carte elettroniche, si ridurrebbe notevolmente anche la giacenza di cifre importanti all’interno degli impianti, con un ritorno concreto sul piano della sicurezza».

L’iniziativa. La Faib Confesercenti dell’Empolese Valdelsa e la Fegica Cisl distribuiranno ai loro associati un volantino che sarà affisso negli impianti, in cui si spiegano i motivi della protesta e si prospetta la possibilità della sospensione dei pagamenti con carte elettroniche.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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