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Sempre più malati di gioco d’azzardo un corso per guarirli

Sempre più malati di gioco d’azzardo un corso per guarirli

EMPOLI Il gioco d’azzardo è una malattia sempre più diffusa. L’anno scorso nell’Empolese Valdelsa 30 persone si sono rivolte al servizio specialistico dell’unità operativa Farmacotossicodipendenze...

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EMPOLI

Il gioco d’azzardo è una malattia sempre più diffusa. L’anno scorso nell’Empolese Valdelsa 30 persone si sono rivolte al servizio specialistico dell’unità operativa Farmacotossicodipendenze dell’Asl 11, un numero che aumenta di anno in anno (nel 2010 era pari a 23) ma che rappresenta solo la punta dell’iceberg. A chiede aiuto sono soprattutto le vittime di slot machines e gratta e vinci: in prevalenza uomini di età compresa tra 30 e 50 anni, sposati e con un lavoro.

Il numero dei giocatori d’azzardo patologici non è il solo aspetto del fenomeno che desta preoccupazione. E’ altrettanto critico il fatto che numerose persone sottovalutino l’entità della loro dipendenza dal gioco e che non sia ancora affermata la consapevolezza di poter affrontare il problema rivolgendosi a un servizio specifico e attraverso un percorso mirato. Il percorso terapeutico-riabilitativo di recupero del giocatore d’azzardo patologico coinvolge anche il nucleo familiare, all’interno del quale, molto spesso, viene individuato il tutore, ovvero la persona che amministra il denaro per conto del giocatore, gestisce la quota economica giornaliera che viene data al giocatore e a cui il giocatore deve rendicontare le spese fatte e l’uso del denaro concessogli. Nei casi in cui non sia possibile individuare nella rete familiare la figura adatta per svolgere questo ruolo, è possibile ricorrere a una persona esterna, che deve possedere le competenze necessarie per rappresentare un valido sostegno per il giocatore e un alleato per i vari professionisti del Sert dell’Asl.

Un corso di informazione e di formazione a tale riguardo è stato organizzato dall’Asl in collaborazione con il Comune di Empoli e la Regione. Il corso, rivolto ai familiari dei giocatori d’azzardo patologici, alle associazioni di volontariato e agli enti interessati, verrà presentato il 9 marzo e si svilupperà in dieci incontri settimanali, il mercoledì dalle 21 alle 23. Saranno trattati la dipendenza dal gioco d’azzardo e lo stile di vita del giocatore, gli aspetti psicopatologici del giocatore e le dinamiche socio-familiari.

Per le iscrizioni: tel. 0571 704605 o 0571 705384 (chiedere della dottoressa Caterina Uliva o delle educatrici Daniela Cervigni e Marilena Cioni).

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