Il Tirreno

Empoli

Sequestrati 90mila euro dal conto corrente

Sequestrati 90mila euro dal conto corrente

Un’imprenditrice nel settore dell’abbigliamento ha evaso mezzo milione grazie a prestanome

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EMPOLI

Le fiamme gialle di Empoli hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, emesso dal Gip Angelo Antonio Pezzuti su richiesta del pm Giulio Monferini della Procura del della Repubblica di Firenze, di 90mila euro giacenti presso un conto corrente della Banca del Monte dei Paschi di Siena (agenzia di Sovigliana-Vinci), intestato ad un imprenditrice cinese.

Il sequestro ha consentito di dare parziale esecuzione ad un provvedimento cautelare che mira a congelare beni fino a mezzo milione di euro, somma pari alle maggiori imposte evase ed individuate dalle fiamme gialle a seguito di una articolata indagine che nello scorso settembre aveva portato all’arresto della donna cinese. Gli accertamenti dei finanzieri di Empoli guidati dal capitano Roberto Lauretta, hanno consentito l’individuazione di alcuni conti correnti bancari intestati a connazionali, prestanome della donna, su cui erano state occultate somme di denaro frutto dell’attività illecita. L’autorità giudiziaria fiorentina, prontamente informata delle disponibilità finanziarie, ha disposto il sequestro dei saldi di tali rapporti bancari.

L’evasione contestata all’imprenditrice si è inserita nel filone delle indagini da tempo in corso per accertare l’operatività delle cosiddette ““imprese fantasma” cinesi che, dopo aver operato per un breve periodo, scompaiono nel nulla non versando al fisco rilevanti somme per imposte dovute. Nello specifico, la donna, che figurava come dipendente in due ditte, operanti nel settore del confezionamento di capi d’abbigliamento per note griffe della moda italiana, era l’amministratrice di fatto delle stesse aziende. Attraverso intestazioni fittizie e all’occultamento delle scritture contabili, la donna mirava a rendere inefficace i controlli da parte degli uffici preposti nonché a vanificare ogni procedura di riscossione coattiva per le imposte non versate. Un intervento ispettivo presso una società gestita dalla donna a Vinci aveva peraltro portato all’individuazione di 17 lavoratori completamente al nero (di cui 5 clandestini) nonché alla constatazione di numerose irregolarità nell’ambito della normativa sulla tutela dei rapporto di lavoro in merito al personale impiegato in nero, normativa sulla sicurezza e sull’igiene dei luoghi di lavoro.

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