Attenzione
Circondari al posto delle Province ecco la ricetta del Pd
Il partito vuol esportare il suo modello a livello toscano al via un congresso in cui si parlerà anche della sanità
EMPOLI
Esportare il modello del Circondario a livello regionale in vista della prossima cancellazione delle province decisa del governo Monti (le cui modalità di attuazione spetteranno alle singole regioni e nelle prossime settimane è previsto anche un tavolo di discussione in Toscana tra il consiglio regionale e quello delle autonomie locali), ma anche salvaguardare le strutture ospedaliere locali nella prossima riorganizzazione del sistema sanitario toscano. Il Partito Democratico dell’Empolese Valdelsa si interroga sulle scelte future del territorio in un congresso in a Fucecchio nel quale verranno delineate alcune linee guida da proporre alla conferenza programmatica del Partito Democratico che andrà in scena a primavera.
Circondario. «Vogliamo portare il nostro contributo alla conferenza regionale sulle due questioni più significative per l’Empolese Valdelsa - spiega Brenda Barnini, segretario del Pd dell’Empolese Valdelsa - la riforma istituzionale regionale e il nuovo piano sociosanitario».
Barnini entra nel dettaglio. «La prima non può prescindere dal superamento delle province, a cui non ci opporremo sicuramente. Ma sulla questione è necessaria un’attenta riflessione, per capire quale possa essere la soluzione migliore da adottare. Credo che l’esperienza del nostro Circondario nato nel 1997, seppur con qualche aspetto da rivedere e da migliorare, possa rappresentare una base pratica su cui poter impostare una discussione, ma anche un esempio per la nostra Regione».
Due opzioni. Per il Pd è necessario guardare alle peculiarità territoriali. «Le due opzioni attualmente in campo sono due - prosegue il segretario dell’Empolese Valdelsa - una prevede la costituzione di tre aree molto vaste a livello regionale, tra cui quella che ci interesserebbe da vicino cioè con l’unione delle attuali province di Prato, Firenze e Pistoia. La seconda, che consideriamo praticabile e che merita un’approfondimento, vedrebbe la possibilità di unire zone confinanti anche collocate attualmente in province diverse, ma che abbiamo le stesse peculiarità economiche, in pratica potremmo immaginare di costruire una sorta di Toscana dei distretti».
Cancellazione non indolore. Ovviamente la cancellazione delle province non sarà indolore. «Con i vincoli attuali - prosegue Barnini - non c’è possibilità di un riassorbimento occupazionale completo che si verrebbe a creare in caso di cancellazione delle province. Ecco perché diventa indispensabile rivedere il patto di stabilità tra governo e gli enti locali, dando magari più potere di scelta su aree vaste agli amministratori comunali».
Sanità. Sulla sanità il Pd chiede il mantenimento dei servizi fondamentali sul territorio. «Non siamo contrari al riassetto sanitario previsto dalla Regione - puntualizza il segretario del Pd di zona - che prevede l’investimento nei tre grandi poli ospedalieri che sono anche sede di università come Firenze, Pisa e Siena, che diveteranno sempre più qualificati e aree di eccellenza della nostra Toscana. Ma questo non può e non deve andare a discapito delle Asl locali, che devono comunque rimanere un punto di riferimento per i cittadini, continuando ad avere una propria vocazione».
Barnini prosegue. Non ci dimentichiamo che proprio la ristrutturazione del polo ospedaliero dell’Empolese Valdesa non è stata indolore. La nostra Asl deve ritrovare una propria missione una nuova unità d’inteti e condivisione».
Legge elettorale. Durante l’assemblea di Fucecchio si parlerà anche della modifica della legge elettorale regionale. «Dopo l’importante volontà espressa dal consiglio regionale di ridurre i costi della politica - conclude il segretario Brenda Barnini - è necessario anche avviare la fase della riforma della legge elettorale, che noi proponiamo di modificare in senso maggioritario e uninominle per garantire rappresentanza territoriale e giovernabilità».
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