Il Tirreno

Empoli

Centinaia di studenti a scuola senz’acqua

di Marco Pagli
Centinaia di studenti a scuola senz’acqua

Disagi causati dai tubi congelati al professionale Da Vinci e al Ginnasio lezioni al freddo al Fermi e al Pontormo per gli impianti guasti o carenti

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EMPOLI

Non bastavano le verifiche di inizio quadrimestre. A tenere in ansia gli studenti empolesi si sono messi anche i disagi legati al gelo di questi giorni. Tra aule al ghiaccio a causa degli impianti di riscaldamento rotti o carenti e sedi senza acqua per i tubi congelati, il rientro a scuola dopo la nevicata di martedì è stato a dir poco movimentato. I problemi più gravi riguardano gli istituti superiori mentre, come confermano presidi e dirigenti, la situazione è tranquilla nelle elementari e alle medie Busoni-Vanghetti.

Senza acqua al Da Vinci. A destare maggiore preoccupazione è la mancanza di acqua nella sede del Da Vinci tra via Verdi e via Fabiani. Qui, dove oltre alle 14 classi del professionale si trova anche una succursale del liceo Virgilio con 11 aule, da venerdì i rubinetti e i servizi igienici sono a secco e solo nella mattinata di ieri i tecnici sono riusciti ad individuare l’origine del problema.

«Appena rientrati a scuola – spiega il dirigente del liceo classico Virgilio, Alessandro Marinelli – ci siamo resi conto del guasto e abbiamo avvertito i tecnici del Circondario perché intervenissero, ma ancora non è stata trovata una soluzione. Per quanto riguarda il nostro istituto, ho cercato di collocare alcune classi della succursale dentro i laboratori e gli spazi disponibili della sede centrale e di far girare quelle che non entravano. Finora ci siamo arrangiati, magari con dei secchi pieni di acqua per pulire i bagni, ma adesso diventa dura. Per il resto non abbiamo ravvisato particolari disagi nè nella sede di via Cavour, nè in quella del liceo artistico in via Fucini».

La rabbia dei dirigenti. Ancora più difficile la situazione sul versante Fermi-Da Vinci (da quest’anno i due istituti sono accorpati in un’unica direzione). «In via Verdi abbiamo 350 alunni con decine di docenti e non abbiamo possibilità di spostarli altrove – dichiara la vicepreside dell’istituto, Miranda Zacco – venerdì siamo rientrati, dopo due giorni di stop, e non avevamo acqua. Abbiamo avvertito subito il Circondario e, siccome il sabato non c’è lezione, speravamo che oggi (ieri, ndc) dopo altri due giorni senza lezione il problema fosse risolto. E invece siamo ancora senza acqua. A questo punto se il guasto non viene ripristinato saremo costretti a comprare delle taniche di acqua per le esigenze. Per di più, a complicare ulteriormente le cose da questa settimana cominciano i corsi di recupero e la scuola rimane sempre aperta anche il pomeriggio». A spiegare cosa è successo è l’ingegnere del Circondario Luca Gentili. «I nostri tecnici sono intervenuti la scorsa settimana non appena siamo stati avvertiti - dice - e hanno verificato che il problema è a monte del contatore, in un tratto che non è di nostra competenza. Il problema è che è ghiacciata l’acqua dentro ai tubi. Abbiamo avvertito Acque Spa che è intervenuta oggi (ieri, ndc). Speriamo che possano risolvere il più velocemente possibile, ma non possiamo garantire niente perché non dipende da noi».

Freddo in aula. Ma i disagi non finiscono qui. Sempre al Fermi, nella succursale di via Sanzio, tre delle quattro classi distaccate sono senza riscaldamento per un guasto e decine di ragazzi sono costretti a fare lezione al gelo. L’inadeguatezza degli impianti, invece, è la causa delle classi gelate al liceo scientifico Pontormo.

Sono in tutto una decina quelle dove, nonostante i riscaldamenti siano funzionanti e al massimo della potenza, la temperatura rimane molto bassa. Così da sabato studenti e professori sono costretti a far lezione muniti di cappotti e coperte. «Abbiamo già parlato con la preside sabato scorso – afferma Simone Londi, rappresentante degli studenti – e ci ha spiegato che ha fatto quanto poteva, informando la Provincia e ottenendo di poter accendere i riscaldamenti un’ora prima del previsto per cercare di ovviare al problema. Ma purtroppo nelle aule continua far freddo perché la temperatura fuori rimane sotto lo zero».

Impianto vecchio. D’altronde la situazione appare di difficile risoluzione, come spiegano dalla segreteria dell’isituto. «Il problema è che abbiamo un impianto vecchio e non adeguato alla grandezza dell’edificio – informano – c’è un solo tubo che collega la caldaia alle aule e quelle più lontane ed esposte a nord rimangono più fredde. Abbiamo fatto una segnalazione alla Provincia, ma ci hanno risposto che c’era poco da fare se non cambiare l’intero impianto. Avevamo chiesto di poter lasciare i riscaldamenti accesi durante i giorni di chiusura in modo da non far ghiacciare i locali, ma non ci è stato concesso. Tutto quello che potevamo fare lo abbiamo fatto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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