Gioco
Il club Biancorosso: noi campioni di sport e integrazione sociale
La società contro il polverone sollevato dal team avversario che aveva attribuito un insulto razzista a un suo giocatore
di Roberto Felici
EMPOLI
Un argomento sensibile ai tempi moderni come quello del razzismo ha messo ingiustamente sotto una cattiva luce il Biancorosso Empoli. Nel corso di una partita del campionato di serie D contro il Dany Quarrata disputata alla palestra Lazzeri uno scontro di gioco sfociato in un diverbio ha innescato il polverone. Tutta colpa delle dichiarazioni fatte il giorno successivo dal presidente pistoiese che riferivano alcune brutte parole rivolte a un suo giocatore di colore.
«Sul campo la cosa era finita lì – racconta il direttore generale Marco Mainardi - anche gli arbitri hanno considerato tutto nelle normali dinamiche di gioco. Infatti, a seguito dell’espulsione dei due giocatori protagonisti dello screzio, il giudice sportivo ha comminato una sola giornata di squalifica. Anche a livello personale non si sono verificati strascichi, tanto che i due ragazzi si sono sentiti per telefono e scambiati l’amicizia su Facebook. Lo stesso Quarrata non ha dato seguito alla vicenda in altre sedi. Un caso sollevato davvero sul nulla che ha lasciato molta amarezza».
Il risentimento morale del Biancorosso, società satellite dell’Use, è dovuto non solo alla risibilità dei fatti rispetto alla eco suscitata, ma anche perché del rispetto degli avversari e dei valori sociali ha sempre fatto un cavallo di battaglia. Ne è la prova l’enorme targa recentemente posta dalle società empolesi di basket all’ingresso della palestra Lazzeri con una cerimonia ufficiale a cui ha partecipato anche l’assessore allo sport e vicesindaco del Comune Carlo Pasquinucci. Su di essa compare una sorta di decalogo di comportamento che invita prima di tutto al rispetto degli avversari.
Il Biancorosso si occupa all’interno del pianeta Use delle classi 2000 e 2001 del minibasket della squadra di serie D. Quest’ultima, guidata dal tridente Francesco Mazzoni-Eraldo Mazzucca-Filippo Pagliai, è nata praticamente all’inizio della corrente stagione sfruttando un ripescaggio a tavolino della ex Promozione e promuovendo tutti ragazzi del vivaio per far compiere loro le prime esperienze a livello senior.
«Nell’allestimento del roster abbiamo ribaltato le regole – spiega Mainardi - nel senso gli under obbligatori a referto sarebbero due e noi ne utilizziamo ben nove. L’unico giocatore che non rientra in questa fascia di età è comunque della classe 1989. Quindi l’obiettivo della serie D non è incentrato sulla classifica, ma sulla maturazione dei ragazzi».
Ma il fiore all’occhiello dell’attività riguarda il minibasket dove sono accolti tantissimi stranieri di oltre una decina di nazionalità. «E’ un’integrazione sociale perfetta anche perché a fronte di quota di iscrizione uguale per tutti garantiamo lo stesso trattamento sia nella preparazione fisica sia nello sviluppo tecnico. Ricorrenti sono poi le occasioni per stare tutti insieme con le feste riservate ai più piccoli organizzate a Natale e alla fine di ogni stagione agonistica. Più il tradizionale torneo che a Pasqua richiama squadre da tutta la Toscana e una da fuori regione».
Quest’ultima manifestazione ha due particolarità. Tra i partner figura l’Unicef con cui esiste da tempo un rapporto di collaborazione e i bambini extraregionali vengono ospitati dalle famiglie empolesi durante i giorni del torneo. Tutto ciò dimostra la grande sensibilità dei dirigenti del Biancorosso verso i temi dell’integrazione sociale con le dovute distanze dai fenomeni di razzismo.
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