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Ditta distrutta dal fuoco il titolare: «Ripartiremo»

Ditta distrutta dal fuoco il titolare: «Ripartiremo»

L’incendio alla “Riflesso confezioni in pelle” forse causato da un corto circuito i pompieri hanno lavorato tutta la notte per domare le fiamme a Terrafino

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di Lucia Aterini

EMPOLI

L’odore di plastica bruciata si mescola alle lacrime del proprietario dell’azienda distrutta dal fuoco in via Giuseppe Di Vittorio, numero 10. Sabato mattina, alle 10, i vigili del fuoco stanno lavorando ancora alla Riflesso confezioni in pelle.

Ci sono arrivati venerdì sera alle 21 e da allora non hanno smesso di gettare acqua. Ma anche di fronte al capannone distrutto, Valerio Del Duca, proprietario dell’azienda insieme ad altri due soci, non si arrende. «Lunedì (n.d.r. domani) - dice visibilmente scosso - sarò qui per ripartire, non ho dubbi su questo».

Del Duca, che ha aperto l’azienda sei anni fa con i soci, ancora non ha conteggiato l’ammontare dei danni che ha subito, probabilmente alcune centinaia di migliaia di euro, tra capi già confezionati e pronti per la spedizione e pellami da lavorare. Come quelli, una piccola quantità, che si trovano proprio all’ingresso del capannone di via Di Vittorio, ormai senza più copertura, e forse gli unici oggetti che si sono salvati dall’enorme rogo che in poco tempo ha distrutto tutto.

Entrando nel capannone si vedono solo lamiere aggrovigliate che prima erano scaffalature metalliche. Poi cumuli di materiali bruciati non più riconoscibili.

I vigili sono arrivati alle 20,45 dopo una segnalazione arrivata dall’istituto di vigilanza Globo. «Noi avevamo lasciato l’azienda verso le 19 - spiega Valerio Del Duca - e quando siamo arrivati, alle 21 circa, ormai le fiamme erano alte. E tutto era ormai distrutto».

Sei mezzi dei vigili del fuoco arrivati per spengere il rogo: da Empoli, da Petrazzi, da Firenze Ovest e da Firenze. E infine da Prato. Con scale per buttare l’acqua dall’alto e con autobotti.

Il grande lavoro delle squadre non ha salvato la confezione ma ha circoscritto le fiamme salvando i capannoni accanto, la Timenet (proprio confinante) e un colorificio dall’altra parte.

Sull’incendio indagano i carabinieri della compagnia di Empoli che dai primi elementi raccolti pensano che ci sia stato un corto circuito probabilmente partito dal reparto stireria. Non sono stati poi trovate, al momento, tracce di porte o finestre forzate tali da far pensare all’ipotesi dolosa. In ogni caso gli accertamenti continuano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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