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Per migliaia di caldaie scattano le ispezioni

Per migliaia di caldaie scattano le ispezioni

Chi non ha ancora versato al Circondario il contributo volontario per i controlli dovrà dare da 80 a 210 euro anche se l’ìmpianto è perfettamente in regola

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di Veronica Potenza

EMPOLI

È partita la campagna annuale di controlli sugli impianti di riscaldamento del Circondario. Gli ispettori dell’Ufficio ambiente verificheranno nei prossimi mesi le documentazioni e le condizioni di circa tremila caldaie dell’Empolese-Valdelsa per scongiurare i rischi causati da chi trascura la manutenzione del proprio impianto nel tentativo di eluderne i costi. Chi verrà “beccato” con irregolarità o non avrà versato il contributo annuale che va associato all’autocertificazione, dovrà pagare al Circondario una cifra che va da 80 a 210 euro, a seconda della potenza dell’impianto.

I numeri. Sono circa 80mila le caldaie presenti sul territorio dell’Empolese Valdelsa. Solo il 60% dei proprietari ha però adempiuto ai propri doveri lo scorso anno, affidandosi a un manutentore e inviando la relativa documentazione e la ricevuta del bollettino (da 5 a 12,50 euro a seconda dell’impianto) al Circondario. Ben 32mila insomma coloro che rischiano di dover fare i conti, in caso di ispezione, con un bollettino ben più salato di quello del cosiddetto “versamento spontaneo”. Nello specifico verranno addebitate 80 euro a chi è in possesso di un impianto al di sotto dei 35 kw, 120 euro a chi ne ha uno tra 35 e 116 kw, 170 euro tra 116,1 e 349,9 kw e 210 euro se la potenza supera i 350 kw.

Come mettersi in regola. Chi non avesse ancora provveduto a mettersi a norma non deve fare altro che contattare un manutentore e inviare all’Ufficio protocollo del Circondario di piazza della Vittoria 54 (personalmente o tramite la ditta che ha effettuato i controlli) il rapporto di controllo tecnico e l’attestazione del versamento che è così ripartito: 5 euro per impianti al di sotto dei 35 kw, 7 euro per quelli tra 35 e 116 kw, 10 euro tra 116,1 e 349,9 kw e 12,50 euro se la potenza supera i 350 kw. Nel caso in cui siano presenti più generatori nella stessa centrale termica si dovranno applicare queste tariffe ridotte del 30%.

La novità. Da quest’anno anche gli empolesi avranno come referente il Circondario. Il Comune di Empoli era fino allo scorso anno, l’unico che gestiva autonomamente i controlli in ragione del fatto che ha più di 40mila abitanti. Con la nuova convenzione Empoli ha passato il testimone all’ente del Circondario che si farà ora carico delle ispezioni su tutti gli undici comuni dell’Empolese-Valdelsa.

I tempi. La dichiarazione di avvenuta manutenzione e il relativo pagamento devono essere eseguiti ogni anno. Non esiste però una scadenza unica e valida per tutti: a far fede sarà la data riportata sull’ultima certificazione, dal quale non dovranno decorrere più di dodici mesi (estendibili fino a 14 con i due mesi di comporto).

I risultati delle ispezioni. Su un totale di circa seimila controlli effettuati negli ultimi due anni, sono stati il 75-80% i cittadini colti in fallo dagli ispettori del Circondario. «Quando gli ispettori rilevano delle irregolarità – ha spiegato l’ingegner Paolo Bianconi del Circondario – compilano un rapporto di prova che spiega quali sono le difformità e quali i tempi concessi per adeguarsi. Questi possono variare da uno a novanta giorni a seconda del tipo di irregolarità. Se trovo, come è successo in passato, una situazione che mette in pericolo gli inquilini come nel caso di una caldaia dentro casa che ha il tubo dei fumi staccato, è chiaro che esigerò che quell’impianto venga messa a norma entro la mattina del giorno successivo. Se non esistono rischi specifici si concedono tempi più lunghi e eventualmente delle proroghe».

I rischi. Ma cosa succede se neanche questa seconda scadenza viene rispettata? «In quel caso - spiega ancora l’ingegnere - viene disposta una nuova ispezione (per la quale al cittadino verranno nuovamente addebitati i medesimi costi, da 80 a 210 euro). Se l’impianto non risulta essere stato ancora corretto si richiede un’ordinanza di chiusura al Comune». Il sindaco a sua volta informerà nuovamente il cittadino e in ultima istanza trasmetterà l’ordinanza alla società che eroga il gas che provvederà a “chiudere i rubinetti” per l’utente in questione. Nel corso degli ultimi due anni, spiegano dal Circondario, si è arrivati all’ordinanza di chiusura in circa 30 casi, in particolare a Certaldo e Fucecchio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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