Il Tirreno

Empoli

Appello ai sindaci: va ridotta l’Imu sui fondi dei negozi

Appello ai sindaci: va ridotta l’Imu sui fondi dei negozi

Il presidente di Confesercenti scrive ai primi cittadini «Il settore non è in grado di reggere un’altra stangata»

2 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI

Esenzioni per i fondi di proprietà dei commercianti e per tutti quei negozi che vendono beni di prima necessità; ma anche aliquote più alte per i fondi sfitti.

I sindaci dell’Empolese Valdelsa sono al lavoro per definire l’applicazione dell’Imu nei Comuni del circondario. E Confesercenti mette le mani avanti. Il presidente Enzo Nigi ha scritto a tutti i primi cittadini per suggerire la ricetta dell’associazione per salvare il commercio. Senza provvedimenti ad hoc dei Comuni infatti l’Imu sarà un salasso per i negozianti, che si ritroveranno a pagare l’80% in più rispetto a quanto pagavano con l’Ici..

«Secondo le stime Irpet – scrive il presidente di Confesercenti dell’Empolese Valdelsa, Enzo Nigi – in Toscana l’Imu avrà un gettito di 1 miliardo e 458 milioni di Euro: solo 270 milioni verranno raccolti dalle prime case, il resto arriverà da attività commerciali e direzionali, strutture ricettive e della ristorazione, laboratori artigianali e seconde abitazioni. L’assenza di agevolazioni, combinato con la rivalutazione del valore catastale su cui viene applicata l’aliquota, rischia di concretizzarsi, in assenza di interventi correttivi, in una vera e propria “stangata” per le nostre attività. Non nascondiamo pertanto, la nostra grave preoccupazione, anche perché tali misure andrebbero a toccare settori già colpiti dalla grave congiuntura economica».

Cosa fare? «Ci permettiamo di anticipare alcune proposte/richieste, che, se accolte potrebbero, in qualche modo, mitigare l’effetto Imu sulle nostre attività, con effetti positivi anche per i nostri centri storici ed urbani. Bisognerebbe colpire la rendita, non l’attività: prevedere esenzioni per i fondi di proprietà diretta degli imprenditori commerciali».

Secondo Nigi il commercio ha già pagato dazio: «Abbiamo già dato: chiediamo ai sindaci di applicare basse aliquote per compensare alcuni interventi già realizzati nel corso del 2011 con ricadute direttamente o indirettamente significative per le nostre imprese (vedi tassa di soggiorno e nuove tariffe della raccolta dei rifiuti porta a Porta)». Un’altra strada da seguire è la lotta ai “fondi sfitti”: «Favorire gli investimenti commerciali (soprattutto nei centri storici), attraverso un aggravio dell’Imu da applicarsi sui fondi non locati. Inoltre, per salvare i negozi primari di vicinato, i sindaci dovrebbero prevedere specifiche esenzioni per le attività alimentari che forniscono beni essenziali alla vita quotidiana delle persone (pane, latte, prodotti alimentari, ecc)».

Nella lettera – inviata a tutti gli undici sindaci del circondario – Confesercenti chiede che sulla base di queste proposte venga convocato quanto prima un tavolo di confronto.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web