Il Tirreno

Empoli

Da domani il treno costerà il venti per cento in più

Da domani il treno costerà il venti per cento in più

Invariato il prezzo degli abbonamenti ma soltanto fino alla prossima estate poi sarà incrementato in base alla dichiarazione Isee del pendolare

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di Veronica Potenza

EMPOLI. Sará un risveglio amaro, condito da malumori e rabbia, quello che si prospetta domani mattina per i tantissimi utenti dei treni regionali. Il primo febbraio è infatti la data dell'entrata in vigore delle nuove tariffe dei biglietti ferroviari che, come deliberato dalla giunta regionale a fine dicembre, saranno maggiorate addirittura del 20% rispetto ai prezzi attuali. Agli empolesi occorrerá un euro in piú per raggiungere Siena (da 3,40 euro a 4,50), 60 centesimi in piú per raggiungere Firenze (da 3,10 euro a 3,70) e 50 in piú per andare a Pontedera (da 2,50 euro a tre).

Se fino a ieri percorrere 50 km in treno in Toscana costava 3,80 euro, da domani ne occorreranno 4,60. Analogamente per 100 chilometri bisognerá prepararsi a pagare 7,70 euro anziché 6,40: ben 2,60 euro in piú quindi, in un solo giorno, se si considera andata e ritorno.

Un provvedimento questo che coinvolge, per adesso, i soli biglietti di corsa semplice ma è giá allo studio della Regione un aumento pensato anche per gli abbonamenti che sará effettivo da metá anno. Una decisione descritta dalla Regione come “sofferta e obbligata” ma, cosí come le lacrime del ministro Fornero non riuscirono ad addolcire l'amara medicina della riforma delle pensioni, è difficile immaginare che queste considerazioni scongiurino il montare del malcontento tra i toscani che si muovono su rotaia.

La scelta di partire dai biglietti singoli è stata dettata dalla volontá di non penalizzare i pendolari, quegli utenti cioé che utilizzano il treno quotidianamente per raggiungere i propri luoghi di studio o di lavoro. Questo “salvataggio” peró sembra destinato ad avere vita breve perché, come annunciato, sará solo questione di mesi prima che si metta mano anche ai prezzi degli abbonamenti. In quel caso peró la soluzione adottata non sará un aumento indiscriminato delle tariffe, come quello in vigore da domani, ma un sistema di fasce di prezzo che dipenderanno dalla dichiarazione Isee. Qualcosa di analogo insomma a quanto elaborato per i ticket sanitari.

«La Regione – dice l'assessore regionale ai trasporti Luca Ceccobao - ha deciso di salvaguardare criteri di equità e di tutela delle fasce più deboli, in modo da tutelare anzitutto i pendolari e i cittadini con capacità di reddito inferiori. L'aumento delle tariffe ferroviarie si è reso necessario per colmare un taglio da 400 milioni di euro lasciato dall'ultimo governo Berlusconi al sistema di trasporto pubblico e ferroviario nazionale, di cui 40 solo in Toscana».

Dovendo scegliere tra la soppressione di alcune tratte e l'aumento dei prezzi, la Regione ha optato per la seconda via: una scelta che scontenterá molti ma che dall'altra ha evitato di creare lacune in un servizio che, giá oggi, fa storcere il naso a una discreta fetta di utenti. «La redistribuzione da parte dell’attuale Esecutivo di circa 1 miliardo e 600 milioni tra le Regioni – dice ancora Ceccobao - ha evitato il collasso del trasporto ferroviario regionale ed ha dato, anche in Toscana, una boccata d’ossigeno, ma queste risorse restano inferiori al necessario e sono garantite solo per 2011 e 2012».

Per chi crede nel “mal comune mezzo gaudio” sará forse consolatorio sapere che i toscani sono in buona compagnia in quanto a stangate ferroviarie. «Le Regioni che offrono un servizio di trasporti analogo a quello toscano – ha detto Ceccobao - hanno aumentato i biglietti ben oltre il 20%».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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